Treviso, intervento al cuore senza bisturi / Primato italiano, non era mai successo nel mondo

- Matteo Fantozzi

A Treviso si è svolto un intervento al cuore senza bisturi che non ha precedenti. L’ospedale Ca’ Foncello di Treviso ha stabilito così un vero e proprio primato

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Sala ospedaliera

A Treviso si è svolto un intervento al cuore senza bisturi che non ha precedenti. L’ospedale Ca’ Foncello di Treviso ha stabilito così un vero e proprio primato, visto che in passato non si era mai visto nel mondo una cosa del genere. È stata così salvata una donna di sessantaquattro anni con un intervento chirurgico di alta specialità. È stato chiuso un piccolo foro all’interno del cuore con una molletta adattata per il caso in questione, l’operazione ha evitato il rischio di una emorragia che poteva essere fatale. Il direttore della cardiologia del Ca’ Foncello Carlo Cernetti ha sottolineato ad Adnkronos: “Nella letteratura scientifica mondiale a oggi non ci sono casi clinici risolti in questo modo con una chiusura eseguita per via percutanea e senza l’obbligo di intervenire alla chirurgia tradizionale di uno pseudo aneurisma post chirurgico del ventricolo sinistro. Possiamo dire che si tratta di una vera e propria prima mondiale“.

Treviso, intervento al cuore senza bisturi: la vittoria al congresso Gise

L‘operazione al cuore senza bisturi effettuata a Treviso ha primeggiato a livello nazionale. È così riuscito a vincere la competizione scientifica al congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (Gise). Carlo Cernetti ha aggiunto: “Nessuno aveva mai provato a coagulare uno pseudo aneurisma post-chirurgico al ventricolo sinistro, una raccolta di sangue che si forma tra due strati di un tessuto”. Questa è una complicazione molto rra che si può presentare dopo un intervento chirurgico raggiungendo il cuore a partire dalla gamba attraverso l’arteria femorale. Per questo tipo di operazioni si utilizza un sondino di due millimetri. È stato spiegato inoltre come la paziente assumeva anche degli immunosoppressori in grado di rendere i tessuti fragili. Si conclude: “La paziente che abbiamo operato è un caso clinico con condizioni al di fuori dell’ordinario. Abbiamo lavorato in team, ora sta bene”.



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