Vaccino per l’allergia alle arachidi/ Risultati incoraggianti ma non è ancora in vendita

Vaccino per l’allergia alle arachidi, risultati incoraggianti ma non è ancora in vendita: “Il primo farmaco disponibile per l’immunoterapia di un’allergia alimentare”

11.12.2018 - Carmine Massimo Balsamo
Vaccino allergia arachidi, immagine di repertorio (Wikipedia)

Vaccino per l’allergia alle arachidi, importante svolta per una delle allergie alimentari più diffuse. Come riporta il Corriere della Sera, è stato sperimentato e perfezionato il primo farmaco per l’immunoterapia grazie al più ampio studio internazionale mai condotto sul tema. I risultati, definiti incoraggianti dagli esperti, sono stati presentati all’ultimo congresso dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology e pubblicati in contemporanea sul New England Journal of Medicine. Lo studio è stato condotto studiando 500 pazienti allergici alle arachidi di 66 centri in Nord America ed Europa, con l’Italia che ha partecipato con una decina di casi con il Centro di Specializzazione della Regione Veneto.

VACCINO ALLERGIA ARACHIDI “NON E’ ANCORA IN VENDITA”

Le allergie alimentari sono all’ordine del giorno, dall’allergia alle noccioline passando a quelle rare come quella del piccolo Micah, ma presto potremmo dimenticarci di quella alle arachidi. Antonella Muraro, direttrice del Centro di Specializzazione della Regione Veneto per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari, ha commentato ai microfoni del Corriere della Sera: «Per l’immunoterapia abbiamo usato una polvere di farina di arachidi tostata e sgrassata, ovvero un estratto proteico puro della proteina dell’arachide che scatena l’allergia: è possibile dosarlo con precisione ed è perciò un vero e proprio farmaco, che è stato somministrato sotto forma di capsule che si sciolgono in bocca o di polvere sciolta nel cibo, con l’unica avvertenza di non scaldarlo perché altrimenti il prodotto si inattiva». Prosegue Antonella Muraro: «Si tratta del primo farmaco disponibile per l’immunoterapia di un’allergia alimentare: finora si è sempre agito in maniera un po’ empirica, usando i cibi in commercio “diluiti” e più o meno dosati».



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