LEGIONELLA A MONZA, EPIDEMIA POLMONITE A BRESCIA/ Ultime notizie: resta grave un 29enne

- Silvana Palazzo

Polmonite, epidemia Brescia: Procura apre inchiesta. L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera: “Pensiamo sia legionella”. Le ultime notizie: parla l’esperto Dal Negro

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(Pixabay)

Restano gravi anche dopo aver passato la giornata di martedì le condizioni di un 29enne ricoverato presso l’ospedale San Gerardo, per una polmonite causata dal batterio della Legionella che sta seminando il terrore in Lombardia, nella zona della Brianza e del Bresciano in particolare. Il caso del giovane viene monitorato con particolare attenzione, in quanto si tratta del paziente di età più bassa tra i casi ufficialmente accertati nella zonal. La legionella infatti finora ha colpito quasi tutte persone di età avanzata e comunque sopra i 65 anni: a favorire l’insorgenza del caso atipico del 29enne, i pregressi problemi di salute del ragazzo che hanno permesso alla polmonite di svilupparsi in maniera maggiormente insidiosa. Si continua a lavorare per comprendere quale possa essere la fonte comune d’infezione che ha permesso all’epidemia di svilupparsi. (agg. di Fabio Belli)

CURVA EPIDEMICA IN CALO

Carmelo Scarcella, direttore generale di Ats Brescia, ha fatto il punto sull’allarme legionella il Lombardia, spiegando come dagli esami effettuati, i casi accertati al momento siano 17. Potrebbero però essere di pi considerando i numerosi ricoveri che si sono accumulati negli ultimi giorni. Come ha spiegato Scarcella, nonostante i ricoveri per polmonite abbiano abbondantemente superato le 200 unità in Lombardia, la curva del contagio è in calo, e il periodo in cui l’epidemia si è espansa è stato individuato tra il 2 e il 7 settembre, da una fonte di contagio che deve essere stata comune. Scarcella ha comunque sottolineato come, essendo la curva epidemica in calo, le scuole apriranno regolarmente e che, una volta individuata la causa ambientale, sarà più facile circoscrivere definitivamente l’epidemia. (agg. di Fabio Belli)

DUE TIPI DI INFEZIONE?

Allarme legionella in Lombardia? La situazione è in corso di analisi, quindi bisognerà aspettare ancora qualche giorno per avere le prime risposte certe. Lo spiega il dottor Fabrizio Pregliasco, direttore della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. «Ci vorrà circa una settimana prima che i campioni biologici e i campioni d’acqua esaminati potranno dirci di cosa si tratta», ha dichiarato ai microfoni de IlSussidiario.net. Il medico sostiene che potremmo trovarci di fronte a due tipi di infezione: quella della legionella, «che colpisce normalmente in varie circostanze», e una dovuta ad altri motivi, «circoscritta a diversi comuni dell’area di Mantova e Brescia dove si trovano molti allevamenti di bovini i cui batteri possano aver inquinato le acque». Il dottor Pregliasco ha poi evidenziato un altro aspetto di questa vicenda: «Purtroppo in Italia la situazione degli impianti idrici è alquanto obsoleta». (agg. di Silvana Palazzo)

GALLERA: “CALO CURVA EPIDEMIA”

Con un lungo comunicato della Regione Lombardia, l’assessore alla Sanità Giulio Gallera spiega come «Insieme alle ATS coinvolte, stiamo facendo tutto il possibile per fare chiarezza. Dai risultati delle indagini fin qui eseguite mi sento di tranquillizzare tutti, i cittadini in primis, sul fatto che la curva epidemica appare in calo, il numero crescente di casi che stiamo fornendo rappresenta una fotografia dell’ultima settimana, frutto di indagini sempre piu’ dettagliate». Sul fronte della ricerca clinica, l’assessore ha confermato quanto emerso nelle ultime indagini di questi giorni in piena “psicosi” da polmonite: «Prosegue la ricerca clinica sui singoli casi per avere certezza dell’agente eziologico delle polmoniti nei ricoverati con l’attivita’ delle ASST e le strutture di ricovero dei territori piu’ coinvolti di ATS Brescia e ATS Valpadana (alto mantovano); e le azioni di emersione dei soggetti con quadri clinici di polmonite sia attraverso l’allerta ai PS che con la sensibilizzazione dei Medici di Medicina generale e di Continuita’ assistenziale». (agg. di Niccolò Magnani)

MONZA, GRAVE 29ENNE RICOVERATO AL SAN GERARDO

L’allarme polmonite arriva fino a Monza, dove un ragazzo di 29 anni è stato ricoverato in prognosi riservata dopo aver contratto il batterio della legionella. Come riportato da TgCom24, il giovane si è presentato al pronto soccorso di Gavardo (Brescia), prima di essere trasferito all’Ospedale San Gerardo di Monza, dove è stato sottoposto alla pulizia del sangue tramite “Ecmo”. Le condizioni del 29enne vengono definite “gravi ma stabili”. Il quotidiano La Stampa sottolinea come il paziente, originario di Roè Volciano sul Lago di Garda, avrebbe contratto la legionella in una zona lontana dall’epicentro del contagio. Sempre il quotidiano torinese riferisce che oltre al 29enne in Terapia Intensiva all’Ospedale di Brescia sono ricoverate due persone di 57 e 58 anni: le loro condizioni sembrano essere meno gravi. (agg. di Dario D’Angelo)

RILIEVI SUI POZZI

Lo spettro della legionella incombe sulla Bassa bresciana, alle prese da giorni con un contagio di proporzioni tali da far parlare apertamente di epidemia di polmonite. Come riportato da Il Giorno, dopo l’apertura dell’inchiesta da parte della procura di Brescia il magistrato Maria Cristina Bonomo che cura il fascicolo attende i primi risultati delle analisi effettuate sull’acqua prelevata dai tecnici dell’Ats. Il pm ha chiesto una mappatura completa della rete idrica della zona, consapevole che l’acqua che serve la popolazione viene pescata anche da alcuni pozzi. L’ipotesi che la magistratura vuole accertare è che l’acqua di falda non sia stata contaminata da reflui zootecnici, provenienti dai tanti allevamenti di suini presenti in zona e non sempre smaltiti. Secondo indagini compiute dall’Ats, la zona della Bassa presenta sì delle forti criticità in fatto di inquinamento idrico, ma nello specifico la falda da cui pesca l’acquedotto è talmente profonda, a 150 metri, da non essere interessata da corsi d’acqua superficiali potenzialmente contaminati. (agg. di Dario D’Angelo) 

PSICOSI LEGIONELLA NELLA BASSA BRESCIANA

A dispetto delle rassicurazioni delle autorità, dopo i 138 casi di polmonite registrati negli ultimi giorni è ormai psicosi legionella nella bassa bresciana. Lo riferisce Il Giorno, secondo cui a causare la mancanza di sfiducia nella popolazione sono sia i tempi lunghi per avere riscontri sul patogeno che ha provocato il boom di polmoniti, ma anche il continuo tam tam sui social che non fa che acuire le paure, giustificate dopo l’accertamento del terzo caso di legionella su un 55enne di Carpenedolo, della gente. Neanche le rassicurazioni dell’Ats sul fatto che l’acqua dei rubinetti può essere consumata tranquillamente sono servite a placare i consumatori: nei supermercati della Bassa, infatti, le bottiglie di acqua minerale vanno a ruba. Ma le paure riguardano anche i bambini mandati a scuola. Giampaolo Turini, sindaco di Calvisano, tra i comuni più colpiti, ha accolto gli studenti della prima media e i loro genitori: “Gli ambienti e gli impianti sono stati igienizzati, sono state prese le cautele che l’Ats ci ha raccomandato”. Ma intanto la paura resta, e l’allerta è sempre più simile alla psicosi. (agg. di Dario D’Angelo)

PROCURA APRE INCHIESTA

La procura di Brescia ha aperto un’inchiesta contro ignoti a seguito dell’epidemia di Polmonite che ha colpito in particolare la zona della Bassa, con più di 250 casi segnalati in queste primi dieci giorni di settembre. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacon, l’associazione dei consumatori, che invoca a controlli tempestivi da parte dei soggetti preposti: «L’art. 32 della Costituzione Italiana – la nota diffusa dall’associazione – garantisce il diritto alla salute dell’individuo, qualificandolo quale diritto fondamentale e interesse primario della collettività. Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a vegliare sul rispetto delle regole utili ad assicurare l’effettività dei principi individuati dalla Costituzione». Quindi il Codacons aggiunge e conclude: «Le imprese private che offrono servizio alla collettività, su incarico pubblico, devono operare professionalmente in maniera ligia alle regole prestabilite, con particolare attenzione alle norme e ai criteri di sicurezza – prosegue il Codacons -. L’eventuale assenza di controlli tempestivi sui campioni d’acqua della rete idrica e l’eventuale mancanza di diligenza delle imprese che gestiscono l’afflusso dell’acqua potabile presso le case possono avere gravissimi effetti collaterali quali il contagio collettivo a cui stiamo assistendo». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LE PAROLE DEL MINISTRO GRILLO

Sull’emergenza riguardante i casi di polmonite in provincia di Brescia è arrivata anche una nota del Ministro della Salute, Giulia Grillo, che ha affermato come il Ministero stia osservando con grande attenzione la situazione per lavorare per il superamento dell’emergenza. Si legge nella nota: “Il ministero della Salute sta monitorando con attenzione fin dai primi casi registrati la situazione che si sta determinando in provincia di Brescia e Mantova dovuta all’intensificarsi di casi di polmonite di origine verosimilmente batterica e particolarmente aggressiva. L’Istituto Superiore di Sanità ha ricevuto tutto il materiale organico relativo ai pazienti ricoverati e sta eseguendo in queste ore le dovute analisi batteriologiche. Appena i risultati delle indagini saranno completati il ministero della Salute metterà in atto ogni azione necessaria per il superamento dell’emergenza. Il ministero è in costante contatto con i responsabili sanitari del territorio.” I ricoveri in ospedale accertati sono saliti nel frattempo a 138. (agg. di Fabio Belli)

“PENSIAMO SIA LEGIONELLA”

Sull’epidemia di polmonite scoppiata da giorni a Brescia è stata aperta un’inchiesta per verificarne la causa. Si indaga sull’ipotesi di reato di epidemia colposa: indagano i carabinieri del Nas che stanno raccogliendo i dati sui contagi e sono in contatto con i vertici di Ats. La Regione Lombardia resta in allerta. «Abbiamo la certezza che si tratta di polmonite batterica», ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera – come riportato dall’Ansa – parlando dei casi di polmonite che si stanno registrando nel Bresciano. «Sono in aumento i casi legionella e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio la legionella», ha aggiunto Gallera. Intanto il gruppo regionale del Partito Democratico, spiega Quotidiano Sanità, ha inviato una lettera all’assessore con cui gli chiede di riferire in aula domani sull’emergenza polmonite verificatasi nelle province di Brescia e Mantova.

POLMONITE, EPIDEMIA BRESCIA: APERTA INCHIESTA

Sui casi di polmonite nel Bresciano è intervenuto il Prof. Roberto Dal Negro, responsabile del Centro nazionale di studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia respiratoria di Verona. «L’infezione da Legionella già di per se può essere molto grave, con una mortalità del 10% anche fra le persone sane e non anziane. Quando c’è di mezzo una polmonite il rischio di morte diventa molto più robusto», ha dichiarato l’esperto ai microfoni di Radio Cusano Campus. Dal Negro ha ribadito che la legionella non si contrae bevendo l’acqua o da persona a persona: «Il problema è l’inalazione di aerosolizzazioni con acque inquinate da Legionella. Nel momento in cui si usano condizionatori, umidificatori, si fa una doccia, si innaffia spruzzando l’acqua, ecco in questi casi si creano delle aerosolizzazioni di acqua che può essere appunto respirata». Per sterilizzare le tubature si può far scorrere l’acqua ad 80 gradi per almeno mezz’ora, ripetendo l’operazione per due o tre giorni. «Il batterio è infatti termosensibile», ha aggiunto Dal Negro.

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