Choking game, il rischio che corrono gli adolescenti depressi/ L’allarme: “Questo gioco è letale”

- Carmine Massimo Balsamo

Un nuovo fenomeno potenzialmente letale per i giovani è il choking game, gli adolescenti depressi quelli che rischiano di più.

Choking game
Choking game

Dopo il Blue Whale, scatta un altro allarme per i pericoli che corrono gli adolescenti al giorno d’oggi: parliamo del choking game, un “gioco” che consiste nell’ostruire con mani, cinture o cravatte la carotide, interrompendo così il flusso del sangue e ossigeno al cervello, per provare un senso di euforia quando viene liberato il collo. Un fenomeno già registrato in numerosi Paesi e che è stato analizzato da uno studio francese pubblicato da Pediatrics: un adolescente/pre-adolescente su dieci ha già partecipato a questo pericoloso gioco in almeno un’occasione. E c’è di più, evidenzia Quotidiano Sanità: il rischio raddoppia per quanto riguarda i giovani con sintomi di depressione o disturbi nella condotta. Gregory Michel, autore dello studio, ha commentato: «Questo gioco è letale e può incuriosire i giovani depressi che vi ricorerranno per sostituire la sensazione depressiva con una forte emozione».

CHOKING GAME, COS’E?

Benjamin Shain, responsabile di psichiatria infantile e adolescenziale presso la NorthShore University HealthSystem di Evanston, ha aggiunto: «Gli adolescenti con depressione sono spesso annoiati e apatici e alcuni possono essere attratti da questa ricerca del brivido.Alcuni adolescenti con depressione potrebbero intendere il choking game come una prova generale per un tentativo di suicidio, altri potrebbero sviluppare problemi emotivi a causa del danno cerebrale causato dal soffocamento presente nel gioco». L’obiettivo è quello di provocare volontariamente uno svenimento facendo ricorso all’iperventilazione, per poi bloccare l’affluenza del sangue al cervello mediante compressione della carotide: i rischi, dunque, aumentano esponenzialmente in assenza di persone che possano interrompere l’asfissia e fermare lo strangolamento. A testimonianza di ciò, i dati sui decessi: quasi tutti gli adolescenti morti erano da soli mentre provavano “l’ebbrezza” del gioco.



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