Influenza 2019, il picco a febbraio/ Quanto dura? Casi di contagio in aumento

- Emanuela Longo

Influenza 2019, il picco a metà febbraio: quanto durerà? I sintomi e la nuova ondata di contagi in aumento

influenza virus di primavera
Immagine di repertorio (Pixabay, 2019)

L’influenza 2019, quest’anno tarda a passare. Sebbene sia meno grave rispetto a quella che ha colpito lo scorso anno milioni di italiani, la sua durata sembra essere maggiore. Secondo i recenti report dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, i casi di contagio non accennano a diminuire ma anzi sembrano incrementarsi sempre di più con il passare delle settimane. Solo la scorsa settimana, riferisce Termometropolitico.it, sono state in tutto 725 mila le persone rimaste a letto a casa dei sintomi dell’influenza per un totale – dallo scorso ottobre ad oggi – di circa 3,6 milioni di influenzati. Un numero che, a quanto pare, sarà destinato a salire ulteriormente anche alla luce delle stime niente affatto rassicuranti e che parlano di circa 5 milioni di malati entro il termine della stagione fredda. Il motivo dell’aumento dei dati, inoltre, è riscontrabile anche in un altro fattore che non va affatto sottovalutato: il picco. A quanto pare, infatti, questo dovrà ancora arrivare. Febbre alta, mancanza di appetito, stanchezza e affaticamento rappresenteranno, come di consueto, i tradizionali sintomi che evidenziano in modo vistoso l’arrivo dell’influenza.

INFLUENZA 2019: PICCO, DURATA E VACCINO

E’ previsto precisamente per la metà di febbraio il picco dell’influenza 2019, in concomitanza con la nuova ondata di contagi. Ormai, dunque, siamo nel pieno del picco e ad essere maggiormente colpite saranno in particolare Umbria, Marche, Abruzzo, Calabria e Provincia di Trento dove si registrano i maggiori casi di persone a letto per l’influenza. Ovviamente, i soggetti maggiormente a rischio, come ogni anno, restano anziani e bambini sotto i cinque anni di età. A far riflettere è però un altro dato importante: l’84% di coloro che sono stati colpiti quest’anno dall’influenza non si erano sottoposti al tradizionale vaccino antiinfluenzale. Eppure il vaccino continua a rappresentare la principale soluzione al problema contagio, come evidenziato al resto del Carlino anche dal dottor Luciano Masini, esperto in emalotogia, il quale ha commentato: “Quest’anno si è registrata una vaccinazione superiore e il vaccino tetravalente ha garantito una maggiore copertura. Più in generale il vaccino riesce a spezzare il circuito dei contagi. Basta un terzo di vaccinati per fermare la diffusione massiccia”.



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