SixBomb, gemelle grazie alla chirurgia estetica/ Corea del Sud: “Modello negativo”

- Paolo Vites

Impazza in Corea del Sud la moda delle operazioni di chirurgia estetica prendendo esempio da un complessino femminile, le SixBomb

Chirurgia plastica
Le SixBomb

Non sono quattro gemelle, ma ragazze ritoccate chirurgicamente per sembrare tali. Sono le SixBomb, un complesso musicale sudcoreano per adolescenti e a giudicare dai risultati che si vedono in foto non sembra che il chirurgo sia riuscito a ottenere un gran risultato, visto che si assomigliano appena e poi, senza apparire razzisti, le ragazze orientali già si somigliano fra di loro di natura. Ma il successo che hanno scatenato nei ragazzini del loro paese è tale che a centinaia adesso vogliono farsi ritornare per assomigliare loro, tanto che il governo vuole ridurre o bloccare del tutto le loro apparizioni in televisione per ridurre la gravità della situazione. In realtà in Corea del Sud non c’era bisogno delle SixBomb per questa emergenza estetica: secondo un sondaggio Gallup una donna su tre di età compresa fra 19 e i 29 anni ricorre al chirurgo estetico. Tanto che Seul è considerata la capitale mondiale della chirurgia plastica.

CREMA PER LA PELLE PER I SOLDATI AL FRONTE

A proposito del complessino, come detto il Ministero per l’Eguaglianza di genere e la Famiglia ha pubblicato linee guida contro l’eccessiva presenza in televisione delle stelle del K-pop. Perché la domanda che si sono fatti è: possibile che le cantanti che passano in televisione sono tutte uguali? Giustamente il ministero sottolinea il fenomeno della discriminazione per chi non può ritoccarsi per assomigliare a loro, ma in realtà si tratta di un fenomeno di isteria globale che trova risposta nel tragico fenomeno della chirurgia plastica. Ma l’ossessione per la bellezza estetica colpisce anche i maschi, infatti l’industria del settore cosmetico è leader del settore. Arrivando al punto da ideare una cream per il viso per i soldati impegnati al fronte, un kit di mimetizzazione per il viso che promette ai militari di non danneggiare, ma anzi di rigenerare i pori della pelle. Moriranno in battaglia, ma avranno una pelle bellissima.



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