“Il cancro è furbo, ma noi siamo vicini a sconfiggerlo”/ Segnale di speranza per i malati di tumore da Roma

- Dario D'Angelo

“Il cancro è furbo, ma noi siamo vicini a sconfiggerlo”, dall’ospedale Gemelli di Roma arriva un segnale di speranza per tutti i malati di tumore.

Letto d'ospedale, immagine di repertorio
Letto d'ospedale, immagine di repertorio (Pixabay, 2019)

Il cancro è furbo, ma noi siamo vicini a sconfiggerlo“. Le parole di Giampaolo Tortora, direttore dell’oncologia medica del Policlinico Gemelli, lanciano un segnale di speranza ai malati di tumore. Il professore ha parlato ad Adnkronos Salute, dove ha spiegato alcuni dettagli che fanno ben sperare in vista del futuro: “Stiamo lavorando a pieno regime per il nuovo Cancer Center del Policlinico Gemelli. Uno degli obiettivi del mio arrivo da Verona a Roma è questo. Una struttura che unirà tante realtà già presenti. Qui si fa già molta oncologia. Nel 2018 abbiamo curato 48mila pazienti oncologici e questo è un numero mostruoso. Il Gemelli per l’oncologia è una potenza assoluta”. Una delle lotte di Tortora è quella contro il delicatissimo tumore al pancreas, un cancro molto aggressivo e difficile da affrontare anche perché si palesa solo quando è in fase avanzata. Inoltre si tratta di un tumore difficile da operare, come quello al colon, per la sua posizione all’interno del corpo che coinvolge molti tessuti. (agg. di Matteo Fantozzi)

LA STORIA DI SARA

Sara, una bambina di Quarto, in provincia di Napoli, aveva soltanto 11 anni quando le venne diagnosticato un tumore alla pancia. Tutto era nato da un bozzo all’addome che credeva essere frutto di un ematoma procuratosi forse in piscina. Si trattava invece di una massa cancerosa, un nefroblastoma noto come tumore di Wilms, che le stava divorando dall’interno uno dei suoi reni. Un tumore maligno caratteristico dell’età pediatrica, che 12 anni dopo la diagnosi, però, può dirsi finalmente sconfitto. A raccontare la sua storia è stata proprio questa “ex” bambina, perché Sara oggi ha 23 anni e può parlare con la gioia di chi ha sconfitto il mostro più terribile. In occasione del World Cancer Day, intervistata da Today, Sara ha ammesso qual è l’unica ricetta utile in questi casi:”Bisogna attraversare tutto questo con determinazione e trovare la forza di affidarsi ai medici”.

SI AMMALA DI TUMORE ALLA PANCIA DA BAMBINA: 12 ANNI DOPO E’ GUARITA

La storia di Sara è quella di una ragazza che ce l’ha fatta: la bambina che all’età di 11 anni ha dovuto iniziare a lottare contro un tumore alla pancia oggi è laureata, studia per la specialistica, insegna nuoto, ha preso diversi brevetti ed ha potuto anche riprendere a gareggiare. Questo non vuol dire che nel corso della sua vita potrà fare a meno di controlli periodici: sarà sempre attentamente monitorata da Franco Locatelli, primario di Oncoematologia del Bambino Gesù e ricercatore Airc. Proprio la ricerca, ritenuta da Sara decisiva per la sua guarigione:”Ho voluto raccontare la mia esperienza perché è vero che dietro c’è tanta sofferenza, si sta male, ma grazie alla ricerca si sono fatti passi avanti e posso testimoniare, io e gli altri che ci sono già passati, che la malattia si può sconfiggere. Vorrei fare forza anche alle altre persone”.

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