Ictus giovanile, 100 persone ogni milione in Italia/ Non colpisce solo gli anziani

L’ictus giovanile è una realtà purtroppo molto più importante di quanto potessimo anche solo immaginare. Basti pensare che 100 persone ogni milione di abitante in Italia ne viene colpito.

13.03.2019 - Matteo Fantozzi
cervello
Ictus giovanile, 100 persone ogni milione in Italia (Pixabay, 2019)

L’ictus giovanile è una realtà purtroppo molto più importante di quanto potessimo anche solo immaginare. Basti pensare che 100 persone ogni milione di abitante in Italia ne viene colpito. Un problema che si pensa possa coinvolgere solo le persone anziane, ma che in realtà riguarda un po’ tutte le età. Questa patologia è legata sia a delle patologie preesistenti, che anche dallo stile di vita adottato dal singolo individuo. Sicuramente la parola più importante sotto questo punto di vista è la prevenzione che inizia da quando ci sediamo a tavola e continua con l’attività fisica che dovremo svolgere abitualmente. Numericamente parlando l’ictus giovanile si può paragonare alla sclerosi multipla e riguarda dunque diverse fasce d’età e non solo i più anziani. Questo si verifica in due possibili casi e cioè quando un vaso si occlude e si verifica una ischemia o quando uno si rompe dando vita a una emorragia cerebrale.

Ictus giovanile, 100 persone ogni milione in Italia: il caso Luke Perry

Luke Perry è morto di un ictus giovanile che ha lasciato tutti senza parole. Proprio il decesso dell’ex stella di Beverly Hills 90210, dove vestiva i panni di Dylan McKay, la storia ha regalato molta preoccupazione e travolto il mondo. L’obbligo è dunque quello di ragionare con attenzione sui casi per cercare di arrivare a dei risultati grazie alla prevenzione. Per fare questo è necessario individuare quelli che sono i fattori di rischio. Il principale è quello legato a fumo e droghe, ma anche il colesterolo e il diabete possono aumentare i pericoli. Diventa dunque iniziare anche da abbastanza giovani controlli regolari per combattere ipertensione, glicemia alta e cardiopatie emboligene. Una diagnosi precoce infatti può salvare letteralmente la vita.



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