Salvini: “Riaperture, no alla rigidità di Speranza”/ “Non lascio il Paese a M5s-Pd”

- Carmine Massimo Balsamo

Matteo Salvini a tutto tondo a Libero: “Il governo Draghi non potrà cambiare tutto quello che non va, ma farò la mia parte”

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Matteo Salvini, Lega (LaPresse, 2020)

«Non lascio il Paese in mano a Pd e M5s»: così Matteo Salvini nella lunga lettera inviata a Libero. Il segretario federale della Lega ha fatto il punto della situazione sul governo guidato da Draghi, non risparmiando frecciatine ai partiti dell’esecutivo. A proposito dell’ingresso del Carroccio nella maggioranza, ha tenuto a sottolineare: «Davvero avremmo dovuto lasciare il nostro futuro nelle sole mani di Speranza, Pd e 5Stelle?».

Matteo Salvini ha spiegato di fare parte del governo per portare la voce del Centrodestra, ricordando i passi in avanti delle ultime settimane: dal siluramento di Arcuri, Azzolina e Bonafede al ricambio nel Cts e alla Protezione Civile, passando per la svolta nei vaccini anti-Covid e il primo miglioramento sulle cartelle esattoriali.

MATTEO SALVINI: “RIAPERTURE, NO ALLA RIGIDITÀ DI SPERANZA”

In pressing sulle riaperture ormai da giorni, Matteo Salvini ha ribadito che «visti i dati, si debbano allentarle restrizioni nelle zone meno aggredite dal virus», condividendo le frustrazioni di cittadini e imprese per la rigidità del ministro Roberto Speranza, nonché di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. L’ex ministro dell’Interno ha evidenziato: «Non possiamo ignorare partite Iva, professionisti, artigiani e imprenditori. Sono quelli senza stipendio garantito e che danno un contributo fondamentale alla nazione. Chi lo dimentica o lo ignora (per ideologia o stupidità) fa il male dell’Italia». Salvini ha poi aggiunto che il governo Draghi non potrà cambiare tutto ciò che non va, ma la Lega ha intenzione di fare la sua parte: «A testa alta, con coraggio e con orgoglio, nella trincea della concretezza, in attesa delle elezioni e di un governo politico con una maggioranza chiara che, sono sicuro, vedrà protagonisti la Lega e tutto il centrodestra».



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