Salvo Sottile/ “Odiavo il lavoro di papà, ci teneva lontani. Spero che i miei figli…”

- Emanuela Longo

Salvo Sottile ospite a Storie Italiane: la figura del padre ed il ricordo del nonno, entrambi fondamentali nella sua vita

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Salvo Sottile, Storie Italiane

Salvo Sottile è uno degli ospiti della puntata odierna di Storie Italiane. Il giornalista, prima di ricordare i suoi prossimi impegni televisivi, è partito dal ricordo del padre: “mio papà faceva il cronista di nera, stava con la busta di gettoni in mano e correva di notte da una parte all’altra”, ha esordito. “Era un rapporto strano perchè quando potevo stare con mio papà ci stavo e ogni secondo che mi regalava era una conquista, un po’ ho odiato questo mestiere perchè mi portava mio papà lontano da me”, ha aggiunto. Parlando sempre del padre, insieme alla mamma sono stati sempre vicini nei momenti importanti del giornalista siciliano: “Con la sua esperienza di grande giornalista della carta stampata mi sono evitato una serie di guai grazie ai suoi consigli”, ha rivelato. “L’esperienza fa la differenza. Ho iniziato a 17 anni, non ero strutturato a parlare delle stragi di mafia, dovevo far finta di essere più grande e i consigli di mio padre sono stati utili”. Gli stessi consigli li darà ai suoi figli “nella speranza che non facciano questo mestiere, mio figlio vuole fare il documentarista, ama viaggiare per il mondo”, ha proseguito.

SALVO SOTTILE: IL RAPPORTO CON IL NONNO

Non solo il padre, ma anche il nonno ha rappresentato per Salvo Sottile una figura importante nel corso della sua vita. Cresciuto a Cefalù, in provincia di Palermo, il giornalista ricorda di essere sempre stato affascinato  dai treni che passavano da quella stazione: “Mi chiedevo sempre cosa ci fosse oltre e lui mi rispondeva ‘c’è il continente’”. Suo nonno era un uomo del dopoguerra che “si è rimboccato le maniche insieme a nonna e mi ha insegnato le cose semplici della vita, il valore dell’amicizia, dell’affetto, infatti quando mi lego a una persona è veramente per sempre”. Inevitabile la parentesi sui suoi figli che lui ha definito “i miei successi più grandi”. Ad Eleonora Daniele ha commentato: “sai quanto sia legato a loro, sono sempre grandi emozione vederli perchè il tempo è pochissimo e ho il grande rammarico di non poterli accompagnare a scuola ma ogni momento possibile lo ritaglio e lo dedico a loro”. Infine un accenno ai suoi prossimi impegni televisivi ed a Notte Fonda, il suo ultimo romanzo: “E’ una storia nata sulla scia delle tante situazioni strane intercettate lavorando di notte, tratta tanti temi, dalla violenza sulle donne alla ludopatia. In questo libro ho un ruolo inconsapevole da angelo custode di questi ragazzi che mi vengono a  trovare in casa e inizia un viaggio che durerà una notte intera”.







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