“L’ULTIMO OSTACOLO”, PAOLA TURCI/ Canzone, l’analisi del testo: mio papà supereroe (Sanremo 2019)

- Paolo Vites

L’analisi del testo della canzone“L’ultimo ostacolo” di Paola Turci dedicata al padre scomparso: quell’amore tra padre e figlia che neanche la morte può fermare

Paola Turci
Paola Turci

Se non lo avesse spiegato lei stessa, che questa canzone è dedicata al padre, l’avremmo tranquillamente scambiata per la solita canzoncina d’amore, anche un po’ banale. L’ultimo ostacolo, dice Paola Turci, ha un testo inizialmente scritto da Luca Chiaravalle, poi, dice, l’ha stravolto ispirandosi al padre scomparso: “Per me da bambina era un vero supereroe che mi prendeva la mano e mi faceva guardare il mondo”. Il messaggio è questo: “ci sono tanti ostacoli nella vita, non hanno mai fine e dobbiamo darlo per scontato, ma ho scelto di non vivere pensando a quello. Preferisco ricordare che non sono sola”. Ecco che così il brano assume tutto un altro significato e ancora una volta siamo qui a domandarci perché nel comporre i brani per Sanremo gli artisti finiscano tutti o quasi a mascherare quello che dicono. Noi pensiamo che lo facciano per caricare, ambiziosamente, i loro testi di un linguaggio che vorrebbe essere poetico, ricco di metafore, di immagini caricate. Il risultato però fallisce spesso, ma fortunatamente non è il caso di questo brano di Paola Turci, sufficientemente tenero e amorevole per non affogare.

L’ANALISI DEL TESTO DELLA CANZONE “L’ULTIMO OSTACOLO”: PADRE E FIGLIA

La canzone L’ultimo ostacolo è pensata come una sorta di addio, inizia infatti così: “Fermati che non è l’ora dei saluti vieni qui e abbracciami per due minuti guardaci da fuori siamo la fotografia del giorno del mio compleanno”. Una bella immagine, fermarsi a guardarsi, ricordando i gironi dell’infanzia, a cui se ne aggiunge una esplicita e carica di amore: “Ricordo quando tu mi hai detto non aver paura non tremare che siamo fiamme in mezzo al vento fragili ma sempre in verticale”. Cosa altro è il compito di un padre se non infondere sicurezza nei figli? Bella l’immagine delle fiamme in mezzo al vento fragili ma sempre verticali, con un buon uso delle rime. Il legame tra i due viene fuori in modo preponderante, “Piove però siamo fuori pericolo, riusciremo a respirare nel diluvio universale vetri che si appannano dal nostro lato scriverci parole grandi come un dito lettere che sbiadiranno solo per metà ma che ci scriveremo ancora”. Piace la sistemazione metrica dei versi, con quella pausa e quel rincorrersi di slancio.

CANZONE DI PAOLA TURCI PER SANREMO 2019: NEL DILUVIO UNIVERSALE

L’ultimo ostacolo, il verso che dà il titolo alla canzone, sembra di capire, è la morte, ma appunto in un legame così profondo non è più un ostacolo, perché il legame continua: “Magari no non è l’ultimo ostacolo ma è bellissimo pensare di cadere insieme (…) e cambieremo mille volte forma e lineamenti per non sentire l’abitudine”. Ecco ill piccolo segreto per mantenere un legame anche dopo che uno dei due è morto: far finta di cambiare forma e lineamenti, una dolce ironia quella di Paola Turci. “Ci vedranno attraversare nel diluvio universale”, insieme in quella che è l’eternità. Come dicevamo all’inizio, una volta chiarito il messaggio del brano, ci troviamo davanti a una deliziosa dichiarazione di amore filiale.



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