Santo Eugenio/ Il 13 novembre si celebra il Beato di Toledo

- Matteo Fantozzi

Santo Eugenio, il 13 novembre si celebra il Beato originario di Toledo. La sua vita e tutto quello che c’è da sapere in merito all’uomo e alle sue opere di bene.

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Nella giornata del 13 novembre la Chiesa cattolica, in particolare le diocesi spagnole, celebrano la figura del Santo Eugenio, per quanto la confusione generata dalla presenza successiva di due Santi e vescovi nella città di Toledo con lo stesso nome non rende chiaro a chi sia riferita la celebrazione. Tendenzialmente il 13 novembre celebriamo ufficialmente San Eugenio II di Toledo, ma la sua agiografia sembra sia stata confusa con il successore e solamente negli ultimi anni fonti più precise ci hanno consentito di dividere le due esistenze per celebrare con precisione il Vescovo.

Sant’Eugenio di Toledo si celebra nella sua città, dove nella Cattedrale centrale della città sono celebrate solenni Messe in suo onore, processioni cittadine e momenti d’incontro popolare. A volte le celebrazioni prevedono il canto e la recitazione di suoi componimenti, i pochi giunti sino a noi perché conservati dai monaci locali.

Santo Eugenio, la vita

Santo Eugenio è nato attorno al 657 proprio a Toledo, in Spagna, nel Regno di Castiglia, località celebre per le sue spade, Eugenio potrebbe essere stato un astronomo o un matematico, un uomo comunque votato alle scienze, alla contemplazione del cielo, all’applicazione di quegli archetipi principi matematici in quel tempo diffusi nell’Impero romano. Oppure, se davvero la confusione si ponga alla base dell’agiografia per mancanza di documenti certi, Eugenio potrebbe, nello scambio informativo, essere focalizzato sul suo successore al vescovato di Toledo, che però era goto spagnolo, che scelse la via del Signore non a Toledo, ma a Saragozza. Sembra che, al contrario di Eugenio II, il successore non accettasse il difficile e prestigioso incarico di vescovo, per quel motivo si rifugiò nel cimitero cittadino, accettando in seguito la consacrazione. Era di animo gentile e solitario, per questo motivo forse il vescovato, che prevedeva una gestione logistica e politica a stretto contatto con centinaia di persone, lo spaventava al punto di inscenare la sua scomparsa.

Ma quell’animo contemplativo e isolato ci ha lasciato alcune poesie stupende, così i suoi spartiti in quanto la sua vocazione artistica lo portò alla composizione. La Chiesa lo ricorda proprio per la sua volontà di elevarsi a Dio nel canto: per questo motivo elaborò spartiti per migliorare il basso livello dell’esecuzione vocale liturgica dell’epoca, un lavoro che diede i suoi frutti e il vescovato di Toledo era rinomato all’epoca per la bellezza dei cori. Non abbiamo altre notizie certe sulla vita del Santo e la confusioni per mancanza di documenti ci lascia lacune che a volte confondono San Eugenio II e III di Toledo con altri Santi omonimi come il martire citato da Alban Butler e celebrato il 15 novembre o l’Eugenio Santo discepolo di Sant’Ambrogio. Sappiamo però che il lavoro di evoluzione delle sacre liturgie di Eugenio in Toledo elevò, soprattutto in contesti riferiti ai cori durante la Messa, il livello liturgico della Chiesa locale che divenne esempio in tutta la Spagna.

Tutti gli altri Beati di oggi

Nella stessa giornata del 13 novembre, tra gli altri ricordiamo anche: Sant’Agostina (Livia) Pietrantoni, Vergine; San Florido (Fiorenzo) di Città di Castello e Amanzio, Vescovo; San Dalmazio di Rodez, Vescovo; Sant’Abbone di Fleury, Abate.

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