Saraceno “Riforma Rdc? Il governo mi ignora”/ “Le nostre proposte nel cestino…”

- Chiara Ferrara

La sociologa Chiara Saraceno parla del discusso reddito di cittadinanza: “Le proposte di riforma del Rdc del mio Comitato scientifico mai considerate”

Chiara Saraceno
Chiara Saraceno (LaPresse, 2021)

Chiara Saraceno, sociologa italiana, ha parlato del tema del reddito di cittadinanza nel corso di una intervista a La Verità. Il sussidio promosso dal M5S è stato fortemente criticato nelle scorse settimane, in quanto accusato di essere il motivo per cui gli imprenditori non trovano dipendenti. “È un problema che esiste anche in altri Paesi, e nessuno si sognerebbe di imputarlo al reddito minimo per i poveri. Chi suggerisce questo nesso evidentemente pensa di poter pagare salari molto bassi”, ha commentato l’esperta.

Inoltre, ha sottolineato che il problema è nel sistema di domanda e offerta di lavoro. “Se tutte queste opportunità insoddisfatte transitassero dai Centri per l’impiego, se davvero venissero rifiutate irragionevolmente da qualche beneficiario, questo dopo due rifiuti decadrebbe dal beneficio. Invece si rimane nel sentito dire e nella denuncia non verificata”. Nella maggior parte dei casi, per di più, i percettori di reddito di cittadinanza non sono idonei alle richieste, in quanto hanno qualifiche molto basse.

Saraceno: “Proposte riforma Rdc mai considerate”. Cosa dovrebbe cambiare?

Chiara Saraceno, in tal senso, ritiene che sia necessario cambiare alcuni aspetti del reddito di cittadinanza. La sociologa il 9 novembre 2021 ha presentato 10 proposte scaturite dai lavori del Comitato scientifico per la valutazione del sussidio. Il report del gruppo di esperti nominato dal ministero del Lavoro ha più di 80 pagine, ma “sono state completamente ignorate”, ha rivelato a La Verità.

“Il nostro Comitato aveva suggerito di permettere di cumulare parzialmente il reddito con il sussidio, considerando il reddito del lavoro solo per il 60% e non per l’80% come è attualmente, fino a una certa soglia, in modo da incoraggiare alla partecipazione al lavoro regolare”, questa era una delle tante proposte che non sono tenute in considerazione. Il risultato è che tutto è rimasto invariato. “Si è preferito non toccare nulla in senso migliorativo, e viceversa rafforzare anche solo simbolicamente gli aspetti coercitivi e punitivi. Rafforzando così, mi permetto di aggiungere, la vulgata dei percettori come nullafacenti o imbroglioni”, ha concluso.







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