Sassuolo, sindaco Menani: “Cacciati mendicanti”/ “Via molestatori dalla città”

Via i mendicanti da Sassuolo: il sindaco Menani esulta per il rispetto dell’ordinanza contro chi chiede l’elemosina, “usata per racket illeciti”.

sassuolo sindaco menani
Gianfrancesco Menani, sindaco Sassuolo

Fuori i mendicanti da Sassuolo: «Li abbiamo cacciati», esulta il sindaco Gianfrancesco Menani. Eletto lo scorso giugno, con il sostegno del Centrodestra unito, il primo cittadino della provincia modenese ha chiesto il rispetto dell’ordinanza contro coloro – perlopiù ragazzi di colore – che chiedevano l’elemosina. «I numerosi mendicanti che si recavano a Sassuolo in comitive organizzate sono stati allontanati grazie alla Polizia Municipale. L’ordinanza scongiura che l’elemosina vada ad alimentare racket illeciti e l’accattonaggio molesto. C’è ancora molto da fare, ma siamo sulla buona strada!», esulta su Facebook Menani, che ha schierato ingenti quantità della polizia municipale – in divisa o in abiti civili – per controllare il centro città. Come evidenzia il quotidiano locale, il raggio d’azione andava da piazza Garibaldi alla chiesa di San Giorgio, senza dimenticare i supermercati e le edicole dei dintorni.

SASSUOLO, SINDACO MENANI: “VIA I MENDICATI DALLA CITTA'”

La comunità di Sassuolo si è divisa sul tipo di atteggiamento da tenere di fronte a questa situazione, tra chi si sentiva molestato dall’accattonaggio e chi, invece, considerava quei ragazzi come persone povere e bisognose. Ma il sindaco Menani non ha optato per mezze misure: «Non è giusto che i sassolesi siano continuamente molestati da questi individui». Il primo cittadino ha spiegato di aver dovuto fare i conti con questa situazione anche quando era vice sindaco, «avevamo fatto in modo di farli sloggiare», richiamando l’attenzione sulla normativa presente: «Credo che sia logico rifare lo stesso percorso e sono d’accordo con la polizia municipale e porre fine a questi comportamenti. Continueremo nei controlli anche nelle prossime settimane finchè non capiranno che devono cambiare città».



© RIPRODUZIONE RISERVATA