Saverio Costanzo/ “Ne L’amica geniale 2 Elena e Lila negative tanto quanto i maschi”

- Carmine Massimo Balsamo

Dopo il successo della prima stagione, Saverio Costanzo è tornato dietro la macchina da presa per L’amica geniale 2: ecco le sue parole.

Saverio Costanzo
Saverio Costanzo (Web, 2019)

E’ tutto pronto per L’amica geniale 2, Saverio Costanzo di nuovo dietro la macchina da presa per la seconda stagione della serie tv tratta dal libro Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante. Intervistato da Libero, il regista ha replicato così all’affermazione che nella serie non c’è una figura maschile che si salvi: «Siamo sicuri che ci sia invece una figura femminile che si salvi? Elena e Lila non sono due personaggi senza macchia, anzi: sono negative tanto quanto i maschi». Il regista di Hungry Hearts ha sottolineato che «qui sta l’autenticità della saga di Elena Ferrante: non ha mai fatto delle donne una cartolina, ma ha raccontato la vita di due troublemakers (portatrici di guai, ndr)». La nuova stagione andrà in onda in prima serata su Rai 1 dal 10 febbraio 2020 e c’è grande attesa, senza dimenticare che partirà con il bollino rosso per «scene fortissime ma mai gratuite».

SAVERIO COSTANZO SU L’AMICA GENIALE 2

Nella serie televisiva le due protagoniste si emancipano studiando, per Saverio Costanzo questo messaggio può assumere oggi una valenza politica? «L’educazione è politica. La cultura è ciò che permette di evolverci dallo stato di bestie. Ci insegna chi siamo. In L’amica geniale la scuola ha una valenza shakespeariana: essere o non essere». Il cineasta ha sottolineato: «Andando indietro nel tempo, nel mio primo film Private raccontavo di un preside di Gaza che non odiava l’occupazione e insegnava ai figli il linguaggio dell’amore. Sapeva infatti che le generazioni future, non quelle a lui contemporanee, sarebbero state le fautrici del cambiamento ma questo sarebbe stato possibile solo se si insegnava loro l’amore, anziché l’odio». E il suo giudizio sui social network non è netto: «Siamo fregati in questa epoca? Non è detto. Bisogna imparare a usare i social in un certo modo. Di nuovo: l’educazione fa la differenza».



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