SCENARIO/ Quei silenzi “prudenti” del Colle (e Grillo) dietro i cambi di casacche

- Daniele Marchetti

L’assetto politico italiano sembra ancora più precario dopo la formazione del governo M5s-Pd. La legislatura appare al sicuro, il governo un po’ meno

mattarella casellati 1 lapresse1280 640x300 Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (LaPresse)

Siamo alla “politica liquida”. Al disorientamento più completo.

Forse mai come in questo periodo storico la fragilità del sistema politico italiano (quello internazionale non è da meno) è talmente evidente da procurare instabilità culturale. Tutto appare appeso ad un esile filo; in procinto di un’evoluzione inattesa. Una sorta di quiete prima di una percepibile ma indefinibile tempesta!

E l’irrequietezza dei parlamentari, ormai provetti saltatori da un gruppo parlamentare all’altro, da un partito all’altro senza più remore di schieramento o vincoli di coerenza (più che di mandato), ne è palese rappresentazione. Tutto sembra “impazzire”, frammentarsi, sciogliersi. Niente sembra reggere l’urto del tempo; persino di un tempo minimo. L’angoscia del risultato immediato (spesso fine a se stesso) appare l’unica ancora di salvezza possibile in un vortice che avviluppa ogni aspetto del vivere.

Tutto appare – come non mai – temporaneo, precario, relativo. Persino gli storici riferimenti eticamente apprezzabili (ed in ciò non esiste distinzione di confessioni: l’islam risulta diviso come la Chiesa di Roma) segnano il passo. Le scelte si limitano all’oggi, o al più, al domani prossimo. In questo contesto rischiano di fare più rumore i silenzi delle grida.

Il silenzio ad esempio del Quirinale, che al di là dei convenevoli di rito (ultimo in ordine di tempo la visita privata a Palazzo Leopardi), si tiene ben lontano dal “ring” politico e dai suoi travagli: niente verbo sulla nascita del nuovo partito di Renzi, sul fuggifuggi grillino, sulla liquidazione di fatto dell’esperienza azzurra e niente sulla traballante navigazione dell’Esecutivo sempre più vocato – anche nelle dichiarazioni – alla “creatività tassatoria”.

Un silenzio che fa il paio con quello del “guru” 5 Stelle per giorni attivissimo nel santificare il Conte bis e benedire la nuova formula magica giallo-rossa. E adesso, zitto e mosca! Nel disorientamento (più o meno imbarazzato) un’unica certezza appare inossidabile: la legislatura è salva…

…il Governo, chissà!





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