SCIENZA & LIBRI/ L’uomo tecnologico

- Mario Gargantini

Uno sguardo curioso alla creatività tecnologica umana sviluppato in un percorso articolato e ben documentato fra eventi e personaggi che hanno caratterizzato lo sviluppo della tecnologia.

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La lunga consuetudine dell’autore con studi e ricerche di storia della tecnologia ci regalano queste “storie” che percorrono tanti secoli di creatività, di ingegno, di grandi e piccole realizzazioni. Ognuna di queste storie racconta un particolare evento o un personaggio significativo per la storia della tecnologia, attraversando epoche diverse, luoghi distanti tra loro, contesti disparati, tutti raccordati dall’impronta dell’Uomo tecnologico che emerge via via secondo tutte le componenti e i fattori che ne tratteggiano la multiforme fisionomia.
La forma del racconto consente di tenere un tono non accademico e più leggero, adatto a un pubblico vasto; ciò non riduce il livello di rigore scientifico nella descrizione e spiegazione delle invenzioni via via presentate e non limita le informazioni e le conoscenze che vengono trasmesse e accuratamente documentate. Lo “sguardo curioso” di Lapini arriva anche a riportare aneddoti, vicende della vita dei personaggi, situazioni particolari che però contribuiscono a restituirci un’idea viva e vivace di quel mondo e dei suoi protagonisti.
Protagonisti che sono inventori, ingegneri, imprenditori; alcuni nomi sono arcinoti: come Giovan Battista Pirelli o Galileo Ferraris o Gustave Eiffel; altri sono meno conosciuti: come Samuel Ruben, ideatore delle batterie ricaricabili; o Luigi Negrelli, progettista del canale di Suez che ha raggiunto una buona notorietà all’epoca (metà ‘800) ma poi quasi dimenticato.
Anche ai nomi più popolari non corrisponde tuttavia una diffusa conoscenza di come siano stati conseguiti certi traguardi, di come abbiano operato i tecnologi, di come incidano sull’invenzione e sui suoi sviluppi i fattori culturali, ambientali, economici, personali oltre – ovviamente – a quelli strettamente scientifici. In effetti, non si parla molto di storia della tecnologia in Italia; non solo nelle scuole superiori ma anche nei politecnici e nelle facoltà di ingegneria. Invece un approccio storico avrebbe una notevole valenza educativa: sia nei confronti dei giovani, che ne ricaverebbero un’immagine più adeguata e realistica dell’attività di tecnologo e del posto della tecnologia nella società attuale (e futura); sia per gli stessi tecnici che, oltre a trovare innumerevoli suggerimenti di idee e di stimoli concettuali, sarebbero sollecitati a porsi e a tenere aperte domande quali: «cosa al fondo pilota lo sviluppo della tecnologia?», «È la società che guida lo sviluppo tecnologico o è lo sviluppo tecnologico che determina la società?».
I capitoli centrali del volume offrono spunti di riflessione in questa direzione, oltre a presentare una panoramica sui modi di conoscere e di agire della tecnologia, su come si distingue dalla scienza, su come si passa da un’idea a una vera invenzione, a una macchina o a un sistema complesso.
Alcune delle principali problematiche critiche sono riprese nei capitoli finali, con interessanti e stimolanti considerazioni dell’autore sui problemi epocali posti dallo sviluppo tecnologico e dalla sua attuale accelerazione; buona l’idea di un capitolo sull’origine del termine stesso “tecnologia”.
Gli argomenti – alcuni dei quali riprendono temi già sviluppati dall’autore in vari contributi su Emmeciquadro – non vengono presentati in sequenza cronologica: una scelta apprezzabile, visto il risultato, che consente di svolgere un mix di argomenti legati più che altro per associazione di idee. Ad esempio, il primo capitolo tratta dell’invenzione dei mulini a vento, macchina paradigmatica – macchina che funziona da sola – da cui hanno preso il via tante altre idee; quindi nei successivi capitoli vengono presentate altre macchine importanti: quelle agricole, la macchina a vapore e via via fino alle turbine come quelle applicate per la prima volta a un battello a fine ‘800. Un altro esempio di questi collegamenti parte dal cannocchiale, inventato dagli occhialai olandesi, che con Galileo ha permesso di rivoluzionare l’esplorazione dei cieli; arrivando a coloro che hanno pensato di andare ad esplorare direttamente nei cieli, facendo nascere l’industria aerospaziale.
Così, un appassionato racconto del passato che riesce a proiettarci nel futuro.

 

Gianluca Lapini
L’uomo tecnologico
Uno sguardo curioso alla creatività tecnologica umana
Editoriale Delfino, Milano 2020
Pagine 386 euro 19,00
(Recensione di Mario Gargantini)

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