SCIENZA & LIBRI/ Sette semplici lezioni di matematica

- Raffaella Manara

È possibile incontrare la matematica come un affascinante prodotto del nostro pensiero nel rapporto con la realtà, in un dinamismo in cui l’immaginazione ha la stessa importanza del rigore.

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Il sottotitolo, d’amore, morte, calcio, meringhe e geometria, attira l’attenzione e suggerisce quanto poi nella lettura si scopre con gusto: la matematica, per chi vuole riconoscerne le tracce, è implicata in tutti gli aspetti della vita. Questo non vale solo per la sua straordinaria applicabilità in contesti giornalieri tanto quanto in problemi scientifici, come nel testo è esemplificato in termini spesso allegri e spiazzanti, ma anche di livello elevato (ma non irraggiungibile).

In una scrittura fluida e piacevole, si è condotti a riconoscere che molti contenuti matematici, anche di alto livello teorico, sono presenti nel nostro universo mentale fin da bambini, perché i concetti matematici non sono qualcosa da far conoscere, imponendoli dall’esterno della nostra mente. Essi invece presentano una straordinaria, forse sconcertante sintonia con ciò che producono la nostra fantasia e la nostra immaginazione, nonché la nostra attitudine alla contemplazione della struttura ordinata della realtà e del suo fascino.

Nelle sette «semplici» lezioni, Intuizione e astrazione, Logica e fondamenti, Strutture algebriche, Linearità, Infinitesimi, Geometria della gomma, e Matematica applicata, sono descritti limpidamente argomenti e oggetti matematici sia elementari sia più avanzati, e se ne parla con familiarità, mettendoli in una cornice di umanità e concretezza spesso sorprendenti. Per esempio, le meringhe sono lo spunto per parlare dell’infinita divisibilità che sottostà alle idee del calcolo infinitesimale, mentre la passione per il calcio apre alla ricerca di uno schema vettoriale che possa descrivere la strategia del gioco di una partita, ed è lo spunto per trattare la linearità nei modelli matematici dei fenomeni.

Così questo libro è una vera ventata di aria pura e ossigenata, come in una passeggiata in montagna, per chi ama la matematica, e la considera un mondo affascinante di scoperte, di fantasia, visione e pensiero, non solo un repertorio formidabile, ma freddo e muto, di regole e procedimenti.

Nella lezione sul tema Intuizione e astrazione sono proposte riflessioni interessanti e condivisibili sull’«inevitabile tensione» riconoscibile tra queste due dimensioni del pensiero nell’attività matematica. Per l’autore la matematica è «bellezza, arte, poesia e fantasia», perché «gli oggetti matematici non solo hanno a che fare con l’arte, ma sono essi stessi opere d’arte». Egli suggerisce giustamente che anche nell’insegnare è opportuno muoversi tra questi due poli, rimbalzando fruttuosamente tra l’uno e l’altro: cosa che lui stesso fa nelle successive «semplici» lezioni, usando uno sfavillante ricorso alle metafore e alle evocazioni.

In tutta la trattazione si può riconoscere una particolare consapevolezza teorica della funzione così importante che l’analogia svolge nel pensiero matematico, consapevolezza piuttosto rara tra i matematici stessi, più disposti a strutturare il pensiero nell’ordine della pura logica deduttiva. Eppure è proprio l’analogia che permette di inoltrarsi nell’universo della matematica per raggiungere il suo orizzonte di senso in tutta la sua ampiezza, allargando la pura conoscenza alla dimensione più profonda della contemplazione, e accettando che esso coinvolga la nostra persona anche nei sentimenti più intimi.

 

Francesco Malaspina

Sette semplici lezioni di matematica

d’amore, morte, calcio, meringhe e geometria

Lindau, Torino 2020

Pagine 105    euro 12,50

Recensione di Raffaella Manara



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