SCIENZA&LIBRI/ Arte & Scienza

- Raffaella Manara

Sette studiosi di diversa formazione intellettuale, scientifica e non scientifica, offrono contributi per un serrato dialogo tra pensiero scientifico e creatività artistica.

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Godfrey H. Hardy, Paul A.M. Dirac

L’antica Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ha raccolto in questo interessante testo sette contributi di studiosi di aree intellettuali e scientifiche diverse, a testimonianza della «alleanza osmotica e feconda tra le arti e le scienze». Si tratta di riflessioni che evidenziano una necessità che comincia a essere acutamente avvertita dalla cultura odierna, quella di gettare ponti robusti e significativi tra le caratteristiche del pensiero e della creatività scientifica da una parte, artistica dall’altra.

In ognuno dei due campi chi vi lavora sa che «arte e scienza hanno molto in comune», sono fonti di reciproca ispirazione e si influenzano a vicenda, come la storia ha sempre testimoniato. La loro comune origine e caratteristica è rintracciabile nella necessità umana di elaborare il pensiero astratto, generando sofisticate rappresentazioni del mondo di varia natura comunicativa.

Tutti i contributi esaminano in modo approfondito e documentato il continuo flusso di intuizione, riflessione, scoperta, costruzione e comunicazione che va nei due sensi, dalla scienza all’arte e dall’arte alla scienza.

Si rintraccia l’aspirazione alla bellezza nella profondità della ricerca scientifica, con importanti esempi di come l’estetica guidi le direzioni del pensiero matematico, nel descrivere formalmente la realtà («i modelli di un matematico, come quelli di un pittore o di un poeta, devono essere belli», afferma T. H. Hardy), e di come sia anche ben rintracciabile nel lavoro di fisici (il grande Dirac sosteneva che «le leggi della fisica devono essere dotate di bellezza matematica. È più importante che le equazioni siano belle piuttosto che in accordo con gli esperimenti»), chimici e scienziati naturalisti. Ma appare evidente anche la necessità del metodo, perché l’esuberante immaginazione dell’artista riesca a dare forma, riesca a modellare in un’opera ordinata il caos delle percezioni da cui trae origine.

Molto stimolante è la riflessione dal punto di vista metodologico, che con profondità argomenta come la scienza ricerca la libertà attraverso la scoperta delle ripetizioni, cioè la formulazione di una legge, quindi una libertà che fissa una sottomissione alla legge, una libertà nel dominio della legge: la libertà della conoscenza universale. L’arte invece ricerca la libertà attraverso la regola unica della creatività dell’opera; la libertà dell’unicità. Ma essa è tale, solo perché esiste la libertà dell’universalità, e qui arte e scienza si toccano, aspirando entrambe all’universalità, a ciò che trascende il tempo e regola il dato tangibile.

Infine, molto pertinente e interessante da sviluppare, anche dal punto di vista didattico, è il ricco contributo su «lingua e linguaggi, un ponte tra arte e scienza». Esso rintraccia anche storicamente l’intreccio tra arte e scienza, che dà consistenza al formarsi della terminologia scientifica e tecnica. Infatti, «la nascita del concetto è accompagnata dalla creazione denominativa, e da qui passa a costituire la sistematizzazione dell’intera nomenclatura del settore, attivando i processi necessari alla sua divulgazione».

 

AA.VV. (a cura di Gaspare Polizzi)

Arte & Scienza

Doppiavoce, Napoli 2020

Pagine 80   euro 10,00

Recensione di Raffaella Manara



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