SCIENZA&LIBRI/ Stanley Jaki, scienza e fede in una prospettiva realistica

- Mario Gargantini

I rapporti tra scienza e fede nell’opera del grande storico della scienza ungherese che ha saputo dimostrare l’inconsistenza di tanti preconcetti aprendo prospettive positive e costruttive.

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Questo libro, pubblicato nella collana “Scienza e Fede – Saggi” della IF Press, è una raccolta di recenti articoli in lingua inglese, inerenti ad alcune tematiche fondamentali presenti nei lavori di Stanley L. Jaki (1924-2009). Il pensatore ungherese è stato docente presso la Seton Hall University e ha trascorso tutta la sua vita di ricercatore ad indagare i rapporti tra scienza e fede, riuscendo a sfatare i pregiudizi che da sempre influenzano la percezione comune di questo argomento.

Nell’Introduzione viene spiegato come, a partire dall’era dell’Illuminismo, si sia sviluppato quel preconcetto secondo il quale scienza e rivelazione cristiana rappresenterebbero due ambiti inconciliabili. L’eredità del periodo dei lumi, in questo senso, è stata poi raccolta dalla cultura positivista e dal naturalismo contemporaneo. Anche il materialismo dialettico di origine marxista, sebbene abbia riguardato più la dimensione socio-economica rispetto a quella della filosofia naturale, ha contribuito alla diffusione di tale concezione pregiudiziale.

Una biografia dettagliata di Jaki si trova nel primo capitolo, scritto da Antonio Colombo. Da questa sezione iniziale emergono quei particolari che danno un’idea precisa del personaggio e del suo percorso intellettuale. Le linee generali della visione di Jaki sono state esposte nel capitolo 2. Esse gravitano intorno a tre essenziali nuclei tematici: un’impostazione realista della conoscenza, l’impossibilità di un’opposizione tra scienza e fede e le origini cristiane del pensiero scientifico moderno. Sono queste le opinioni che hanno messo Jaki in contrasto con quel contesto culturale, estremamente riduzionista, che esalta la razionalità scientifica come l’unica forma di sapere affidabile.

Tra gli argomenti più adoperati per evidenziare la presunta opposizione tra fede e scienza vi è quello relativo alle vicende di Galileo Galilei, condannato dalla Chiesa nel 1633 per aver difeso la teoria copernicana. Jaki non ha mai sminuito l’importanza dello scienziato italiano, ma ha solo sottolineato in più occasioni il suo errore, consistente nella convinzione di aver dimostrato il moto terrestre. Paradossalmente, Jaki giunge alla conclusione che Galilei avrebbe avuto ragione nell’affermare il significato non scientifico della Bibbia; dall’altra parte, la Chiesa avrebbe correttamente rifiutato la cosmologia eliocentrica in assenza di una prova convincente della stessa.
La scienza moderna ha rigettato ogni forma di panteismo e animismo, e questo è il motivo fondante per credere in un impatto decisivo della teologia cristiana nella genesi del sapere scientifico. Tale aspetto viene affrontato in questo volume nelle parti in cui è descritto il giudizio di Jaki in merito al Platonismo e alla filosofia medievale islamica. In entrambi i casi, infatti, non si è giunti alla formulazione delle leggi basilari del moto dei corpi. Quest’ultimo risultato è stato conseguito solo nel contesto cristiano europeo, più precisamente durante la fase della Rivoluzione Scientifica. In maniera simile, Jaki si è sempre dimostrato fortemente critico nei confronti della filosofia hegeliana, i cui esiti negativi si riscontrano non solo nel campo della conoscenza naturale, ma anche in quello etico.

Tra le numerose pubblicazioni di Jaki, quella più importante è stata senza dubbio Science and Creation: from Eternal Cycles to an Oscillating Universe, edita nel 1974 e ristampata postuma nel 2016. Nel capitolo 7 viene riproposta una recensione di questo lavoro, già pubblicata in una rivista della University of Victoria. Infine, nel capitolo finale, è discussa la relazione tra fede e scienza, così come viene delineata in alcuni scritti di Benedetto XVI. Le argomentazioni del Pontefice emerito, seppur meno incentrate su dettagli propriamente scientifici, sostanzialmente coincidono con quelle del filosofo ungherese.
In definitiva, lo scopo di questo volume è di mettere in evidenza l’originalità e la coerenza di un autore che ha avuto il coraggio di rimarcare l’insostenibilità di molte opinioni, troppo spesso e superficialmente elevate al rango di verità assolute.

 

 

Alessandro Giostra

Stanley Jaki. Science and Faith in a Realist Perspective

IF Press, 2019

Pagine 144 euro 15,00

(recensione di Mario Gargantini)

 

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