MEDICINA/ Osteoporosi: a rischio 6 milioni di italiani, ma in arrivo ci sono nuovi farmaci e cure

- int. Maria Luisa Bianchi

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Osteoporosi ilsussidiario.net ha intervistato MARIA LUISA BIANCHI, segretario generale della LIOS (Lega Italiana Osteoporosi) che parla di nuove scoperte nel campo della medicina e di previsioni per la malattia nei prossimi anni

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“Non mollare l’osso”, è l’efficace slogan che viene rilanciato oggi dalla Lega Italiana Osteoporosi (LIOS) onlus in occasione della XIV Giornata Mondiale contro l’Osteoporosi, una manifestazione riconosciuta ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Salute. Lo slogan sottende un invito rivolto a tutti a essere parte attiva per combattere questa malattia, che è la principale causa di fratture negli anziani. A questo proposito, è determinante il ruolo dell’informazione: è importante sapere, ad esempio, che si tratta di una malattia curabile e che si possono avviare azioni di prevenzione a tutti i livelli. Come quella del nuovo progetto della LIOS, denominato “Calcio d’inizio”, che si rivolge alle giovani mamme.

Di questi temi abbiamo parlato con Maria Luisa Bianchi, segretario generale della Lega Italiana Osteoporosi.

Cosa dicono le indagini conoscitive più recenti sulla diffusione della osteoporosi?

Da molti anni si sa che l’osteoporosi post-menopausale e senile è una malattia molto diffusa, che colpisce circa una donna su quattro dopo la menopausa e un uomo su otto dopo i 65 anni. I malati di osteoporosi sono in costante aumento, soprattutto per l’allungamento della vita. Di conseguenza sono in crescita i costi per la cura dell’osteoporosi, soprattutto la cura delle sue complicanze (fratture). Ogni anno nel mondo si verificano circa 1,6 milioni di fratture di femore, e nel 2050 questo numero potrebbe arrivare a 4,5-6,3 milioni. Si stima che in Europa, nel 2000, le fratture da osteoporosi siano state circa 3,8 milioni, di cui 890.000 di femore. I costi diretti sono stati circa 31,7 miliardi di euro, che si calcola aumenteranno a 76,7 miliardi di euro nel 2050. Tutte le indagini enfatizzano l’importanza della prevenzione, che dovrebbe idealmente cominciare fin dall’infanzia. È stato calcolato che, se nella nuova generazione si riuscisse ad aumentare del 10% il “picco di massa ossea” (il valore massimo della quantità di minerali nell’osso, che si raggiunge intorno ai 25-30 anni di età), si potrebbe avere in futuro una riduzione fino al 50% del numero di fratture.

Ci sono novità dal fronte della ricerca?

Ci sono moltissime novità, purtroppo non facilmente spiegabili in poche parole. Si tratta di scoperte importanti sulle funzioni biologiche di base delle cellule ossee, sui sistemi di “segnali” (in particolare ormoni e citochine) che agiscono sui vari tipi di cellule attivando o disattivando le loro funzioni, sulle interazioni fra tessuto osseo e tessuto adiposo. Gli studi più recenti sono ancora lontani dall’avere risvolti pratici, ma stanno aumentando moltissimo le conoscenze e sono la base dei passi avanti che si faranno in futuro anche nelle terapie. Proprio questa ricerca di base ha permesso lo sviluppo di un nuovo farmaco (Denosumab), che ha ormai completato il ciclo di sperimentazione e dovrebbe essere autorizzato a breve negli USA. Il denosumab agisce bloccando l’azione di una proteina scoperta di recente, chiamata RANK-L, che è un importante segnale di attivazione di particolari cellule ossee dette “osteoclasti”.

Cosa si può dire oggi circa la prevenzione della osteoporosi?

 

La prevenzione, come abbiamo accennato sopra, è estremamente importante. Possiamo riassumerla in tre punti essenziali:

1) adeguata assunzione di calcio con gli alimenti (soprattutto latte, yogurt, formaggi) o se proprio necessario con "integratori";

2) moderata ma regolare attività fisica: ad esempio camminare di buon passo 30 minuti al giorno 4-5 volte alla settimana;

3) esposizione al sole per stimolare la produzione di vitamina D nella pelle (la vitamina D è essenziale per l’assorbimento del calcio nell’intestino e per la corretta mineralizzazione dell’osso).
Più presto si comincia con la prevenzione meglio è. L’ideale sarebbe cominciare da bambini, o almeno nell’adolescenza, cioè durante la crescita. Ma le regole della prevenzione valgono a qualunque età per non far peggiorare la situazione, e sono essenziali anche per la cura dell’osteoporosi.  Infatti senza calcio, vitamina D e attività fisica, i farmaci da soli non bastano.

 

Per quanto riguarda le terapie, quali sono le prospettive più promettenti?

 

I farmaci già in uso, se usati bene e secondo le regole, sono in genere efficaci. Il problema maggiore con i farmaci è la scarsa "aderenza alla terapia", cioè il fatto che i pazienti dopo un primo periodo di grande attenzione e precisione, tendono a prendere irregolarmente i farmaci, o addirittura a sospenderli. Questo è un problema in tutte le malattie croniche, ma è particolarmente grave nell’osteoporosi. Da circa un anno sono a disposizione dei bisfosfonati (ibandronato e zoledronato) che possono essere somministrati in ospedale per endovena a lunghi intervalli (rispettivamente 3 e 12 mesi) e ciò dovrebbe facilitare l’aderenza alla terapia nelle situazioni complicate. Per quanto riguarda le novità, la più rilevante è sicuramente il denosumab, a cui abbiamo accennato sopra, che dovrebbe arrivare in Italia fra circa due anni.

 

Cosa fa in Italia la LIOS?

 

La LIOS è un’associazione che essenzialmente fa informazione e educazione sull’osteoporosi. Questo avviene tramite varie pubblicazioni (opuscoli, libri, Notizie LIOS), tramite il sito web, partecipando a incontri con il pubblico, rispondendo alle domande dei malati e del pubblico in generale. Attualmente, lo strumento di comunicazione più importante è il sito web, dove si trovano tutte le informazioni essenziali sull’osteoporosi e sulle altre malattie metaboliche dell’osso. Inoltre, da anni la LIOS ha lavorato con le autorità sanitarie pubbliche per migliorare l’accesso alla diagnosi (MOC) e alle terapie per l’osteoporosi: anche alle nostre analisi e iniziative si devono i successivi ampliamenti della nota 79 AIFA, che regola l’accesso ai farmaci anti-osteoporosi con il Sistema Sanitario Nazionale.

 

Cos’è il progetto "Calcio d’inizio"?

 

È un progetto educativo sulla salute dell’osso e la prevenzione dell’osteoporosi, da realizzare in collaborazione con le ostetriche che tengono i corsi di preparazione al parto. In sintesi, le ostetriche potranno iscriversi al progetto sul nostro sito e scaricare il materiale preparato dalla LIOS, da utilizzare per una "lezione" sulla salute dell’osso e la prevenzione dell’osteoporosi nel corso di preparazione al parto. Le future mamme, a loro volta, potranno scaricare dal sito tre libretti informativi che le aiuteranno a capire meglio il problema dell’osteoporosi, e a educare i loro figli alla prevenzione. Questo progetto è stato realizzato anche grazie a un "IOF-Amgen Health Professional Grant", un premio internazionale per "progetti innovativi che coinvolgano personale sanitario professionale nell’educazione del pubblico".

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