TECNOLOGIA/ Da Utopia al Medio Oriente: “Masdar” la perfetta città del futuro

- Gianluca Lapini

GIANLUCA LAPINI racconta il progetto inglese della nuova città di Masdar, interamente nata a tavolino e progettata per rappresentare l’avanguardia della sostenibilità, dell’urbanistica e della tecnica

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La grande quantità di energia consumata dalle città dove si abita e lavora seguendo gli stili di vita delle società cosiddette avanzate, non è purtroppo facile da ridurre senza drastici e costosi interventi di ristrutturazione degli involucri edilizi, degli impianti e dei sistemi di trasporto, interventi che spesso richiederebbero anche una rivoluzione delle stesse piante e strutture viarie delle città, evidentemente ancora più difficili. È per questo che negli ultimi anni sono stati concepiti, da alcuni dei più prestigiosi studi internazionali di architettura, progetti avveniristici di città completamente nuove, per le quali è stato possibile porsi fin dall’inizio l’obbiettivo di minimizzare i consumi di energia, o meglio di utilizzare energia prodotta completamente da fonti rinnovabili (carbon free) e di spingere al massimo il riciclo dell’acqua e delle altre risorse.

Fra questi progetti, quello più concretamente avviato alla realizzazione è la nuova città di Masdar, la cui costruzione è iniziata circa un anno e mezzo fa ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti).

Masdar è stata progettata dallo studio inglese Foster &Partners, come un modulo compatto di 6 km quadrati che verrà edificato in un’area desertica situata circa a metà fra l’aeroporto internazionale di Abu Dhabi e la costa. Si tratta peraltro di una zona a clima caldo umido e con ventosità moderata, dove i principali consumi energetici degli edifici sono quelli per la ventilazione e il condizionamento. Per ridurre i fabbisogni specifici, i progettisti hanno riutilizzato alcuni canoni tradizionali dell’architettura araba, maturati in millenni di storia locale, dei quali si è ri-compresa tutta l’efficacia, quali: vie strette ed ombrose, edifici non molto alti e dotati di cortili interni, mura compatte, al perimetro esterno della città, per difendersi dal deserto, sistemi naturali di ventilazione, quali le cosiddette “torri del vento”, oltre a un accurato orientamento di tutta la città in modo che venga percorsa più liberamente dai venti marini più freschi. A questi accorgimenti di tipo “passivo”, volti a minimizzare i fabbisogni energetici, il progetto affianca un totale ricorso all’energia solare, abbondantemente disponibile in Abu Dhabi, per produrre l’elettricità necessaria per gli usi generali, l’illuminazione e i trasporti, tramite pannelli fotovoltaici delle varie tecnologie oggi disponibili. I pannelli solari termici a concentrazione e a tubi evacuati, abbinati a sistemi di accumulo a sali fusi, saranno invece utilizzati per produrre il calore che alimenterà gli impianti di condizionamento del tipo ad assorbimento; a questo scopo si sta anche valutando la possibilità di utilizzare acque calde geotermiche, presenti nel sottosuolo. Per fornire l’energia elettrica, anche quella utilizzata durante la fase di sviluppo della città, il primo passo della costruzione sarà la realizzazione di una grande centrale fotovoltaica, all’esterno dell’area cittadina. Ma negli edifici stessi del nucleo urbano verrà fatto il massimo sforzo di integrare una ulteriore ingente superficie di pannelli fotovoltaici, che verranno utilizzati anche a scopo di protezione passiva, per esempio per aumentare ulteriormente l’ombreggiamento delle strade e dei cortili interni.

 

L’altro elemento tecnico qualificante di tutto il progetto é il complesso sistema di raccolta e riciclo dei rifiuti e delle acque reflue, quest’ultimo particolarmente importante per un’area non certo ricca di risorse idriche.

Ma le scelte più radicali del progetto sono quelle nel campo della viabilità e dei trasporti urbani. L’area cittadina di Masdar sarà infatti completamente libera dalla circolazione di automobili private, e tutti gli spostamenti locali verranno garantiti esclusivamente da un complesso di 3000 vetture elettriche a sei posti, in grado di trasportare i passeggeri nel tempo massimo di sette minuti, in ogni zona della città. Le vetture partiranno da un capillare complesso di 85 stazioni così che gli utenti non dovranno camminare per più di 150 metri per raggiungerne una, da qualsiasi edificio della città. Una volta salito a bordo, il passeggero dovrà limitarsi a indicare al sistema automatico di guida la sua destinazione e i veicoli faranno poi tutto da sé muovendosi lungo percorsi fissi sia di superficie che sotterranei. Questo sistema, denominato PRT (Personal Rapid Transit) è progettato per fornire fino a 135.000 spostamenti individuali al giorno e servirà le 1500 imprese, i 40.000 abitanti fissi e i 50.000 pendolari che è previsto animino giornalmente Masdar. Esso si integrerà con un sistema ferroviario leggero che attraversa tutta la città per il collegamento all’aeroporto e ai sobborghi di Abu Dhabi, e in futuro con una linea metropolitana sotterranea.

Per la costruzione di Masdar è prevista una spesa di circa 22 miliardi di dollari, mentre per attirare gente e imprese, la città farà parte di un’area franca senza tasse, dazi di importazione e restrizioni ai movimenti di capitale. A Masdar avranno inoltre sede imprese e istituti di eccellenza, in primis il Masdar Institute of Science and Technology, fondato in collaborazione con il MIT di Boston, che si dedicherà a ricerche nel campo delle energie alternative. La prima significativa realizzazione dell’intero progetto, dovrebbe essere visibile alla fine del 2010, quando è previsto il completamento del grande palazzo del centro direzionale.

Il sogno di questa città a misura d’ambiente, che sorgerà grazie a un’alleanza fra la tecnologia più avanzata e la forte volontà di un piccolo stato di cominciare a costruire per tempo il proprio futuro del dopo petrolio, dovrebbe poi completarsi entro il 2016.

A chi ha coraggiosamente iniziato questa grande impresa, l’augurio che nasca una realtà a misura non solo d’ambiente, ma anche d’uomo.





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