MISTERI DELLA GENETICA/ Coppia di colore partorisce una bimba bianca con occhi azzurri e capelli biondi

- La Redazione

Una coppia di origini nigeriane composta da due persone nere ha dato alla luce una bambina dalla pelle bianca, gli occhi azzurri e i capelli biondi. Benjamin e Angela Ihegboro, entrambi con cittadinanza inglese, hanno da poco avuto una figlia di nome Nmachi, che ha sconcertato gli esperti di genetica che non sono in grado di spiegare perché la bambina abbia quell’aspetto. I medici affermano che la neonata di pelle bianca non è albina

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Una coppia di origini nigeriane composta da due persone nere ha dato alla luce una bambina dalla pelle bianca, gli occhi azzurri e i capelli biondi. Benjamin e Angela Ihegboro, entrambi con cittadinanza inglese, hanno da poco avuto una figlia di nome Nmachi, che ha sconcertato gli esperti di genetica che non sono in grado di spiegare perché la bambina abbia quell’aspetto. I medici affermano che la neonata di pelle bianca non è albina. La coppia nigeriana ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun antenato bianco in nessuna delle loro due famiglie. Come riferisce il quotidiano inglese Daily Mail, i professori di genetica hanno espresso stupore per la nascita avvenuta la notte tra il 18 e il 19 luglio. «Questa nascita è straordinaria», ha osservato il professor Bryan Sykes, a capo del dipartimento di Genetica umana della Oxford University.

«Nelle razze umane mulatte, la minima variazione della tonalità della pelle può riemergere nei figli, che possono talora essere inizialmente differenti dai genitori». Il professor Sykes ha aggiunto che padre e madre dovrebbero avere in qualche modo degli antenati bianchi. E ha precisato: «I capelli sono estremamente inusuali. Anche molti bambini bianchi non li hanno così biondi alla nascita. Le regole della genetica sono complesse e tutt’ora non comprendiamo che cosa accade in molte circostanze. Questo dovrebbe essere un caso in cui ci sono stati numerosi incroci genetici, come nella popolazione afro-caraibica. «Ma in Nigeria si verificano pochi incroci». Marito e moglie hanno entrambi origine dagli Igbo nigeriani e la loro pelle è scura. Il padre Ben Ihegboro, 44 anni, un addetto del servizio clienti, ha ammesso che quando ha visto la bambina ha esclamato: «Perbacco! E’ davvero mia?».

 

Essendo inglese, forse a Ihegboro non è venuta in mente la famosa massima latina «la madre è sempre certa, il padre mai». Ma lasciando da parte la saggezza degli antichi, e limitandoci al responso della scienza moderna, i medici del Queen Mary hospital di Sidcup insistono che Nmachi – il cui nome significa «bellezza di Dio» nel linguaggio Igbo – non è albina. Come spiega al Sussidiario la professoressa Silvia Kirsten Nicolis, genetista del dipartimento di Biotecnologie e bioscienze dell’Università Bicocca, «il colore degli occhi di un bambino è il risultato di una doppia coppia di geni, forniti dal padre e dalla madre. Se un genitore ha un gene nero e uno azzurro, i suoi occhi sono scuri, ma può trasmettere ai figli il gene chiaro. Non è quindi affatto impossibile che da due genitori con gli occhi neri nasca un bambino che li ha azzurri».

 

E lo stesso discorso può valere per quanto riguarda i capelli. La spiegazione più verosimile, per la professoressa Nicolis, è quindi che «se anche i due genitori appaiono come perfettamente neri, in realtà siano entrambi meticci. Per esempio potrebbero avere qualche antenato che si è sposato con persone originarie dall’Europa. Anche se i caratteri genetici bianchi sarebbero rimasti nascosti sotto quelli neri, che di solito prevalgono». Ma non si tratta dell’unica possibile spiegazione. «Potrebbe essersi verificata una neomutazione del materiale genetico, cioè un cambiamento del Dna ereditato a loro volta dai genitori».

 

 

«Oppure potrebbe essere mutato un allele nelle cellule germinali degli ovuli o degli spermatozoi. Si tratta di eventi che possono essere determinati dal caso o da fattori ambientali, come il clima e l’inquinamento». Come osserva sempre la professoressa Nicolis, «il Dna è tendenzialmente stabile, ma soggetto a queste mutazioni, che nel caso in cui risultino vantaggiose si trasmettono con successo attraverso le generazioni». In questo caso quindi potrebbe effettivamente darsi che nella famiglia Ihegboro non vi sia nessun antenato europeo, ma semplicemente che i geni del Dna siano mutati facendo sì che la loro figlia Nmachi nascesse con la pelle bianca da genitori neri.

 

Ma non è l’unico caso di parto con caratteristiche fuori dal comune riportato dai quotidiani britannici. Come scrive il Daily Telegraph, Angie Cromar, un’infermiera americana, è incinta di due bambini che sono stati concepiti a quasi una settimana di distanza l’uno dall’altro. La 34enne si trova in una rara condizione conosciuta come utero «didelfo», che significa doppio. La signora Cromar, residente a Murray nello Utah, ha scoperto così di aspettare contemporaneamente un bambino e una bambina. I due non sono gemelli e sono stati concepiti in due momenti differenti. Gli esperti medici citati dal Daily Telegraph sostengono che le possibilità di concepire due embrioni nei due diversi uteri è di circa una ogni cinque milioni. E sempre secondo il quotidiano inglese, ci sono meno di 100 persone nel mondo con l’utero «didelfo» conosciute per avere dato vita a bambini che non sono gemelli.

 

 

Alla prima ecografia è stato detto a Cromar che un bambino aveva cinque settimane e un giorno, l’altro sei settimane e un giorno. La signora Cromar, che con il marito Joel, di 33 anni, ha già tre bambini con meno di otto anni d’età, ha spiegato di sapere che la sua forma uterina è rara, ma che questo non le ha creato problemi nelle gravidanze precedenti. Angie Cromar ha comunque ammesso di essere nervosa, ma molto emozionata alla prospettiva del doppio parto previsto per l’anno prossimo. I medici l’hanno messa in guardia, in quanto la sua condizione è a rischio di un parto prematuro e di neonati sottopeso. Anche se per ora entrambi i bambini si stanno sviluppando normalmente.

 

E se il fatto di aspettare due bambini da un doppio utero rende eccezionale il caso della signora Cromar, «i gemelli diversi o biovulari non sono in realtà affatto rari». Lo rivela al Sussidiario la professoressa Nicolis, genetista dell’Università Bicocca, secondo cui «ogni volta che due semi diversi riescono entrambi a impiantarsi nello stesso utero, di solito a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, la madre resta contemporaneamente incinta di due feti che non sono gemelli». Tra i due però solitamente «non c’è più di una settimana di differenza, perché dopo sette giorni dal concepimento l’utero non è più in grado di accogliere nuovi impianti». E con ogni probabilità i due bambini, anche se non sono esattamente coetanei, nasceranno contemporaneamente. Anche se non è escluso che, crescendo, i due non si somiglino affatto.

 

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(Pietro Vernizzi)

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