SALUTE/ Microonde in sala operatoria, la prima volta

- La Redazione

Il primo caso al mondo di intervento tramite termoablazione a microonde su un bambino. Si è tenuto all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

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Immagine d'archivio

La sigla inglese è il nome di una donna, ma qui stiamo parlando purtroppo di serie operazioni chirurgiche. La Radiofrequency Induced Thermal Ablation (RITA) è una tecnica che viene usata per serie operazioni che interessano casi di tumore al fegato e metastasi epatiche, sempre legate ai casi di tumore al fegato. In italiano la si chiama termoablazione con microonde. Si procede cioè con una agitazione di ioni che portano la temperatura a salire; quando si arriva a cinquanta gradi le proteine vengono denaturate e si assiste a una azione citodistruttiva diretta. Si opera tramite un ago speciale che viene collegato a una apposita apparecchiatura che provoca la necrosi dell’area vicino alla punta dell’ago stesso. Si opera in anestesia generale solo se non è possibile operare per via percutanea. In pratica si riscaldano i tessuti fino a farli “morire”, allo stesso tempo salvando i tessuti sani e gli organi che si trovano nelle vicinanze. Questa tecnica alle microonde ha una efficacia terapeutica permette di evitare complicanze salvaguardando i pazienti da interventi che possono essere distruttivi con problemi successivi di tipo estetico. Permette cioè di evitare quella che in gergo si chiama “chirurgia mutilante”.

All’ospedale Bambino Gesù di Roma si è assistito al primo caso al mondo dell’uso  di questa tecnica per il caso di un bambino (di solo un anno di età) con una grossa lesione del torace. In passato, si è fatto uso di termoablazione per pazienti adulti, in caso di tumori al fegato, ai polmoni e alle ossa, ma sempre con il rischio di ustioni di una certa gravità. Soprattutto nei bambini il rischio è maggiore. La nuova tecnica invece permette di evitare tali rischi. L’intervento, portato felicemente a termine, permetterà di continuare su una strada che eviterà ai bambini interventi invasivi in modo da non fare uso su di loro della chirurgia mutilante. Adesso i ricercatori dell’ospedale vogliono sviluppare questa tecnica all’avanguardia per ottenere maggiori risultati.

Il dottor Falappa, responsabile della Radiologia Vascolare ed Interventistica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha spiegato in merito a questo primo intervento che anche in età pediatrica gli interventi di tipo radiologico con applicazioni quali appunto le termoablazioni guidate,  dimostra fattibilità ed efficacia terapeutica di metodiche già sperimentate nell’adulto e usate per la terapie di lesioni e forme tumorali caratteristiche di questo primo periodo della vita. Il dottor Inserra, responsabile della Chirurgia Generale e Toracica del Bambino Gesù, ha quindi spiegato che la termoablazione con microonde  aggiunge un’importante risorsa terapeutica in situazioni in cui risultano non efficaci o non utilizzabili soluzioni cliniche o chirurgiche tradizionali, specie quando si ha a che fare con i più piccoli.

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