AERONAUTICA/ Verso la cabina virtuale: telecamere meglio degli occhi dei piloti?

- Gianluca Lapini

Il Consorzio Airbus sta brevettando una nuova cabina di pilotaggio virtuale: senza finestrini, agli occhi dei piloti si sostituirebbero le telecamere. Ce ne parla GIANLUCA LAPINI

aereo_voloR400
Immagini di repertorio (Infophoto)

Sareste disposti a volare su un aeroplano di linea senza finestrini? E se vi dicessero che ne sono privi anche la cabina di pilotaggio e i piloti? Probabilmente pensereste a uno scherzo e in ogni caso non vi sentireste molto tranquilli.

Eppure non é affatto uno scherzo la richiesta di brevetto per una “cabina di pilotaggio virtuale”, cioè senza visione diretta verso l’esterno, ma dotata solo di telecamere e di schermi 3D, che il Consorzio Airbus, colosso europeo delle costruzioni aeronautiche, ha depositato poche settimane fa, significativamente nell’ufficio brevetti degli Stati Uniti. Per ora si tratta solo di un progetto, ma le tecnologie per realizzarlo sono già sostanzialmente disponibili.

Una serie di vantaggi, principalmente di tipo aerodinamico e strutturale, ne motiverebbero l’utilizzo. In effetti le cabine di pilotaggio dei “liner” moderni stanno tradizionalmente nella parte anteriore della fusoliera, nel punto che offre ai piloti la migliore visibilità in tutte le fasi di volo e di manovra a terra, ma l’inserimento dei finestrini peggiora inevitabilmente la forma del muso dell’aereo e impedisce di minimizzarne la resistenza aerodinamica: uno svantaggio non da poco in tempi in cui gli ingegneri aeronautici fanno di tutto per ridurre i consumi di carburante. I finestrini dei piloti implicano inoltre un notevole appesantimento della struttura anteriore della fusoliera, sia perché richiedono, come tutte le aperture, una serie di rinforzi locali, sia perché sono fatti di materiali trasparenti blindati e piuttosto pesanti, per resistere al possibile impatto con uccelli o altri corpi estranei.

L’attuale cabina dei piloti sottrae inoltre prezioso spazio a quella dei passeggeri, mentre una cabina virtuale potrebbe essere potenzialmente ricollocata ovunque, per esempio sotto il vano passeggeri, ma anche verso la coda, in aree attualmente inutilizzate o comunque meno “preziose” (ovviamente ciò sarebbe possibile in quanto i velivoli moderni utilizzano il sistema “fly-by-wire”, nel quali tutti i comandi di volo e di controllo sono trasmessi con cavi elettrici).

Dal punto di vista strutturale anche l’eliminazione di tutti i finestrini dei passeggeri costituirebbe un notevole vantaggio, benché é probabile che sia un cambiamento ancora più difficile da far accettare di quello della “cabina piloti virtuale” (sebbene nei grossi “liner” moderni, quali l’A380, a dir la verità in percentuale siano ormai abbastanza pochi i passeggeri che godono veramente della presenza dei finestrini).

Un altro notevole vantaggio di una “cabina virtuale” potrebbe essere, paradossalmente, proprio quello di offrire ai piloti una migliore visibilità in quanto le telecamere che sostituirebbero i loro occhi verrebbero piazzate in molti punti del velivolo, in maniera tale da non soffrire la presenza di ostacoli. Consentirebbero in tal modo un angolo di visione molto più ampio, non solo in avanti, ma anche indietro e verso il basso, in modo da poter tenere “sottocchio” un po’ tutto l’aereo, comprese ali, motori e carrelli. In tal modo migliorerebbe la visione anche nei rullaggi a terra, una “fase del volo” spesso abbastanza critica specie per i velivoli più grandi.

Secondo il brevetto del Consorzio Airbus, per accedere ai segnali di queste numerose telecamere i piloti avrebbero a disposizione non solo dei display panoramici alimentati da retroproiettori (ci possiamo immaginare qualcosa di simile a quanto già in uso nei simulatori di volo più avanzati), ma anche schermi OLED, laser e figure olografiche. Su questo complesso di display, mediante un apposito software in grado di integrare vari tipi di segnale, verrebbero presentate anche le informazioni meteo, i dati di navigazione e quelli strumentali.

Se il Consorzio Airbus ha presentato questa richiesta di brevetto si può star certi che ci stanno davvero lavorando e che non è solo per saggiare l’ambiente, anche se sicuramente sarà molto importante valutare le reazioni “psicologiche” di piloti e passeggeri a una rivoluzione che certamente non mancherà di suscitare reazioni e opposizioni. Non è quindi improbabile che nel giro di qualche anno quest’idea della “cabina virtuale”, anche se a prima vista può sembrare un po’ pazzesca, o semplicemente fantascientifica, venga veramente adottata su qualche nuovo modello di velivolo passeggeri.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori