GLACIAZIONE/ Sta per iniziare una nuova era glaciale?

- La Redazione

La prossima era glaciale potrebbe iniziare entro i prossimi 100 anni. Lo hanno annunciato gli scienziati del dipartimento siberiano dell’Accademia Russa delle Scienze. I dettagli.

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Immagine d'archivio

La prossima era glaciale potrebbe iniziare entro i prossimi 100 anni. E’ questo il possibile futuro del clima ipotizzato per il nostro pianeta, così come annunciato dagli scienziati del centro di ricerche Coran, il dipartimento siberiano dell’Accademia Russa delle Scienze.

In una recente intervista rilasciata all’agenzia di stampa ufficiale russa TASS dallo scienziato Vladimir Melnikov, la stampa è stata ufficialmente informata dei risultati della ricerca, svolta dal team dei ricercatori Coran a Tumen, in Siberia.  Vladimir Melnikov ha illustrato il possibile scenario climatico del prossimo secolo: “La precedente era glaciale ha avuto inizio 32.000 anni fa e si è conclusa circa 6.000 anni fa. Ora stiamo vivendo tra due ere glaciali. Naturalmente, una nuova era glaciale avrà inizio con il prossimo ciclo e nessuno può dire quando questo avrà inizio, ma possiamo già vedere la prima debole eco di questo cambiamento: abbiamo rilevato un aumento delle precipitazioni intense in estate, così come sempre più frequentemente si verificano tsunami lungo le aree costiere, mentre in inverno le nevicate sono molto più abbondanti”.

Oltre all’intensificarsi di questi eventi meteorologici, secondo Vladimir Melnikov un altro segnale importante arriva dalla Corrente del Golfo, la calda e rapida corrente oceanica che scorre verso nord dal Golfo del Messico attraverso l’oceano Atlantico. Da tempo molti climatologi hanno avanzato l’ipotesi che l’aumento della temperatura globale e il conseguente scioglimento dei ghiacci polari, con il relativo grande afflusso verso il mare di acqua dolce e fredda, potrebbe rallentare o addirittura interrompere la circolazione della Corrente del Golfo, il cosiddetto nastro trasportatore del Nord Atlantico.

Il suo rallentamento avrebbe come conseguenza il drastico raffreddamento delle regioni nord europee, indipendentemente dall’aumento delle temperature globali causato del global warming, un raffreddamento che interesserebbe l’intero emisfero settentrionale con gravi ripercussioni anche per il resto del mondo. Inoltre, il rallentamento della Corrente del Golfo avrebbe importanti conseguenze sulla circolazione termoalina (circolazione globale oceanica o Grande Nastro Trasportatore) di cui fa parte e che verrebbe così modificata: il mutamento della circolazione delle correnti oceaniche, che regolano il trasporto dei nutrienti e del calore, avrebbe un effetto inevitabilmente negativo sull’intero clima, sull’ecosistema marino, sulla pesca e il sostentamento delle comunità che vivono nelle aree costiere, oltre a provocare un generale innalzamento del livello del mare e l’allagamento degli insediamenti urbani prossimi alle coste.

Questo scenario poco confortante ipotizzato dagli scienziati sembrerebbe non appartenere ad un futuro remoto, il team russo ha infatti rilevato, oltre agli altri segnali climatici, anche un cambiamento di direzione della Corrente del Golfo. La fusione dei ghiacci polari provocata dal riscaldamento globale è ormai un dato di fatto e il loro scioglimento sta formando correnti fredde che raggiungono il nastro trasportatore, allontanando la Corrente del Golfo dalle coste inglesi fino a deviarla verso l’oceano profondo.

Questo fenomeno può contribuire ad alterare il clima mondiale raffreddando gli oceani e, come risultato finale, condurre all’inizio anticipato di una nuova era glaciale: “Al giorno d’oggi gli scienziati stanno esaminando a fondo questo processo, per capire quanto sia grave il problema connesso con la migrazione della Corrente del Golfo” ha sottolineato lo scienziato.

Negli ultimi decenni altri team di scienziati e ricercatori hanno monitorato, mediante i rilevamenti effettuati sulle temperature della superficie marina e la temperatura atmosferica, il graduale rallentamento della Corrente del Golfo, che risulta in atto già da un centinaio di anni, ma dal 1970 una specifica area nel Nord Atlantico è interessata da un marcato raffreddamento, molto più accentuato di quello elaborato dalle previsioni del modello climatico calcolate al computer. L’ulteriore conferma del rallentamento e della migrazione della Corrente del Golfo da parte degli scienziati russi prospetta quindi uno scenario apocalittico, così come è stato descritto nel film “The day after tomorrow” (L’alba del giorno dopo) diretto dal regista Roland Emmerich? Vladimir Melnikov ha rassicurato i giornalisti, niente di questo scenario sta per verificarsi, l’avvento della prossima nuova era glaciale potrà essere rallentato, riducendo le emissioni di gas serra in atmosfera e l’inquinamento delle acque e del suolo: “I nostri scienziati hanno acquisito un’ampia conoscenza dei mutamenti climatici e stanno sviluppando le tecnologie in grado di mitigare questo andamento. Nella stagione fredda il ghiaccio cattura i composti clorurati (considerati tra i maggiori responsabili dell’inquinamento delle falde acquifere e dei terreni sia in Europa che negli Stati Uniti) rilasciandoli quando diventa più caldo: questi composti portano anche alla formazione di buchi nell’ozono. Tuttavia, attraverso la regolazione di questi processi, è possibile utilizzare questi composti per mitigare l’era glaciale”.



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