ANTARTIDE/ Arrivano gli scienziati italiani, per un’estate sottozero

- Michele Orioli

In Antartide inizia l’estate: nei mesi da ottobre a febbraio il sole non tramonta mai. È proprio in questo periodo che iniziano le attività di ricerca. Di MICHELE ORIOLI

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La base italo francese Concordia in Antartide

Mentre dalle nostre parti si avvicina una soleggiata estate di san Martino, in Antartide inizia proprio l’estate. Anche se non vuol dire che farà caldo: le temperature resteranno sottozero, in molti punti anche abbondantemente; è solo che quando si scende al di sotto del Circolo Polare Antartico nei mesi da ottobre a febbraio il Sole non tramonta mai e quindi c’è luce per 24 ore al giorno.

È in questa situazione che si svolgono le campagne di ricerca del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), come la 31esima campagna italiana appena iniziata presso la Baia di Terranova e la campagna estiva in avvio nella stazione italo-francese Concordia; entrambe si concluderanno all’inizio del febbraio prossimo. La campagna del PNRA è finanziata dal MIUR, secondo gli indirizzi strategici della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA); la spedizione è affidata alla gestione logistica dall’ENEA e posta sotto il coordinamento scientifico del CNR.

Il gruppo di oltre 200 persone tra tecnici e ricercatori italiani e stranieri che in queste settimane stanno arrivando nel continente glaciale opererà presso la stazione Mario Zucchelli, la base abitativa, logistica e scientifica per le campagne del nostro paese in Antartide che è appena stata riaperta dopo la lunga pausa invernale. La stazione italiana si trova nella Baia di Terranova, lungo la costa della Terra Vittoria settentrionale, tra le lingue dei ghiacciai Campbell e Drygalski; per individuare la zona su Google Earth dovete portarvi a 74° 41’ 42” di latitudine sud e a 164° 07’23” di longitudine est. La base è collocata su una piccola penisola rocciosa; l’area su cui sorgono gli edifici e gli impianti dispone di accessi al mare,dove piccole insenature si prestano allo scarico e al carico dei materiali secondo la stagione. All’inizio dell’estate, quando il mare circostante è ricoperto dai ghiacci, la nave scarica i materiali sulla banchisa e questi possono raggiungere la base mediante slitte.

La stazione consente l’alloggio del personale durante le spedizioni estive e fornisce supporto logistico ai ricercatori che operano in campi remoti o sono in transito verso la base Concordia; è dotata di apparecchiature per attività di laboratorio (chimica, biologia, geologia, elettronica)), c’è un acquario e una sala calcolo;  una sala controllo coordina tutte le operazioni in corso, locali e remote. Ci sono inoltre un osservatorio astronomico e altri osservatori permanenti per il magnetismo terrestre, le misure ionosferiche, i movimenti sismici, le maree, i riferimenti geodetici e le variabili meteorologiche.

Due medici, generalmente un chirurgo e un anestesista, forniscono assistenza sanitaria e possono fronteggiare l’emergenza; è operativa la teleconsulenza con il Policlinico Gemelli di Roma. Per i collegamenti ci sono elicotteri che fanno scalo su una delle tre piattaforme attrezzate, aerei leggeri equipaggiati con sci che atterrano su una qualunque superficie piana innevata, aerei Hercules C-130 con ruote che atterrano su una pista stagionale di 3 km allestita sul ghiaccio.

L’altra stazione, la italo-francese Concordia, è invece situata nel plateau antartico, a circa 1000 chilometri dalla costa e 3300 metri di altezza sul livello del mare, su un’altura denominata Dome C appena percettibile sulla calotta glaciale dell’Antartide. La struttura si presenta nella forma di due edifici praticamente cilindrici comunicanti per mezzo di un passaggio coperto e che raggiungono i 14 metri di altezza. La base è un avamposto scientifico unico al mondo, presidiato anche durante il gelido inverno australe, quando le temperature possono arrivare a 80 gradi sottozero.  

È qui che italiani e francesi, nell’ambito del progetto EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica), hanno realizzato la trivellazione profonda del ghiaccio estraendo alcune “carote” ricche di informazioni sulla storia del nostro Pianeta.

Nella campagna che inizia adesso le attività di ricerca presso la base Zucchelli riguarderanno lo studio della biodiversità, dell’evoluzione e dell’adattamento degli organismi antartici; ma anche studi di scienze della Terra; glaciologia, contaminazioni ambientali; e scienze dell’atmosfera. Alla base Concordia sono previsti studi e ricerche nei settori della fisica dell’atmosfera, dell’astrofisica e della glaciologia.

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