AMBIENTE/ Nelle città “smart” la gestione dei rifiuti viene dal cielo

- Paolo Floriani

C’è tanto fermento sul tema delle smart cities riguardo alla gestione del ciclo di vita dei beni e della gestione del ciclo integrato dell’acqua. Il progetto SIGLOD. PAOLO FLORIANI

progetto_siglod
Monitoraggio con SIGLOD

C’è tanto fermento sul tema delle smart cities e non riguarda solo le grandi metropoli. Sono tante le iniziative e i progetti ed è più che mai necessaria un’opera di coordinamento e valorizzazione di tante iniziative. Nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività (PON R&C) ci sono linee d’intervento proprio sul tema Smart Cities and Communities come quella denominata “Abside”, che riguarda i temi della gestione del ciclo di vita dei beni (distribuzione, valorizzazione energetica, interramento in discarica in sicurezza) e della gestione del ciclo integrato dell’acqua. Il programma si struttura attorno a tre progetti in svolgimento in tre regioni: Campania, Calabria e Puglia.

Il tema della gestione integrata del ciclo delle acque è affidato al Progetto Aquasystem, finalizzato all’uso sostenibile delle risorse, all’ottimizzazione energetica al monitoraggio e controllo della qualità dell’acqua nei sistemi acquedottistici e nelle reti di drenaggio urbano così da assicurare qualità, continuità e sicurezza del servizio a costi di gestione contenuti e con ridotto impatto ambientale così da trasformare l’intero ciclo integrato in una “Smart Water Network”. Lo studio di modelli per la gestione sostenibile della filiera alimentare, sviluppato dal progetto Be&Save, punta al miglioramento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica di quella filiera attraverso la valorizzazione energetica degli scarti biologici di produzione, la riduzione degli sprechi alimentari del sistema distributivo e dei consumatori e il trattamento e la valorizzazione degli sprechi residui.

Per quanto riguarda i rifiuti, si stanno sviluppando tecnologie innovative per la localizzazione delle discariche che integrano dati acquisiti da reti di monitoraggio al suolo e aereo e simulano scenari evolutivi delle situazioni di inquinamento e contaminazione; anche qui, si punta a trasformare i sistemi tradizionali di smaltimento in “Smart Waste Environment System”. È il caso di SIGLOD, un sistema intelligente di supporto alla gestione e localizzazione delle discariche e degli impianti per la gestione dei rifiuti. Sarà una infrastruttura tecnologica applicativa ed integrata che consentirà agli enti pubblici di recuperare efficienza e competitività tecnologica anche attraverso l’utilizzo di dati aerei e satellitari.

Il progetto SIGLOD (Sistema Intelligente di supporto alla Gestione e alla LOcalizzazione delle Discariche e di impianti di gestione dei rifiuti) ha da poco iniziato la sua fase di sperimentazione nel Sud Italia e offrirà supporto alle pubbliche amministrazioni nella gestione ambientale dei rifiuti e nel monitoraggio delle discariche, consentendo di individuare in maniera rapida le discariche abusive e di stabilire in modo appropriato le aree da destinare ai rifiuti. SIGLOD è coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e vede tra i suoi partner anche l’Università degli Studi di Palermo, il Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni di Tecnologie Innovative (CRATI) e SMART Elicotteri.

Disporre di strumenti tecnologici efficaci per la condivisione e l’integrazione dei dati relativi alle discariche attive o dismesse e per identificare le aree più idonee a ospitare i rifiuti rappresenta oggi un’esigenza primaria delle pubbliche amministrazioni. Per questi obiettivi oggi le tecnologie mettono a disposizione strumenti molto efficaci, che si tratta solo di adattare alle specifiche situazioni e mettere in rete. C’è, ad esempio, l’esigenza di una rapida individuazione delle aree da destinare a nuove discariche di rifiuti secondo la classificazione prevista dalla Normativa Europea del 1999, della localizzazione di discariche abusive, del rilevamento della contaminazione radioattiva e dei pericoli connessi alla infiltrazione di agenti inquinanti, del controllo dei parametri di sicurezza di discariche attive, dismesse o abusive.

Come ha spiegato Massimo Chiappini, Direttore della sezione Roma2 dell’INGV e coordinatore del progetto «Il progetto parte dalla consapevolezza che molti reflui restano attivi per qualche decennio producendo biogas, impiegato come risorsa energetica; vengono altresì prodotti numerosi liquami (percolato) altamente contaminanti per il terreno. Il mancato rispetto della normativa vigente unito alla particolare situazione geologica e idrogeologica degli acquiferi, fa sì che si possa verificare l’infiltrazione in falda di inquinanti» SIGLOD consiste quindi in una infrastruttura tecnologica integrata che potrebbe essere utile nell’individuazione delle aree da destinare a discariche, nella pianificazione degli interventi di bonifica, nell’identificazione di discariche abusive anche di piccole dimensioni e nella simulazione di rischi ambientali utili a salvaguardare la salute dei cittadini nel caso di contaminazione dei terreni.

Due sono i filoni sui quali si articolano le attività di sperimentazione del progetto: attività di caratterizzazione del territorio con tecniche, metodologie scientifiche e strumentazioni d’avanguardia; attività convergenti nella sperimentazione del sistema di erogazione dei servizi all’utente finale attraverso un Multi Criterial Expert Spatial Decision Support System (MC-ESDSS). I dati acquisiti saranno quindi integrati e utilizzati per simulare scenari ambientali utili a migliorare la gestione delle discariche, fornendo un valido sistema di supporto alle decisioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori