BIOSCIENZE/ Nuove tecnologie aprono le frontiere del microbioma

- Clarissa Consolandi

Il concetto di essere umano biologico si è evoluto nel tempo. Il corpo umano, oggi, viene considerato come un “super organismo”. Commento di CLARISSA CONSOLANDI

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Microbioma

Albert Einstein una volta ha detto: “Il vero valore di un uomo si definisce esaminando in quale misura ed in quale senso esso è riuscito a liberarsi dell’io”. Il concetto di “essere umano biologico” è cambiato negli anni, passando dalla visione tradizionale di entità pluricellulare, soggetta alle leggi del mondo fisico e al controllo dell’informazione codificata nel genoma, ad una visione innovativa, in cui il corpo umano è considerato come una sorta di “super-organismo”, ossia un aggregato di cellule umane e microbiche, i cui metabolismi interagiscono ed evolvono parallelamente in una simbiosi sviluppatasi nel corso della co-evoluzione uomo – microrganismi. Tale simbiosi interessa molteplici siti del nostro corpo, quali, ad esempio, l’intestino, ma anche la pelle e la cavità orale.

Una volta terminato l’ambizioso progetto del sequenziamento del genoma umano, la comunità scientifica si è dedicata all’analisi del Microbioma intestinale (“Human Microbiome Project – HMP” negli Stati Uniti e “Metagenomics of Human Intestine – MetaHIT” in Europa), ossia delle sequenze geniche delle popolazioni microbiche che colonizzano l’intestino dell’uomo, il cui stato di salute dipende non solo dal proprio patrimonio genetico accoppiato all’esposizione a fattori ambientali, ma anche dal complesso ecosistema derivante da una dinamica e reciproca interazione dei microorganismi con l’ospite stesso.

Il Microbioma intestinale umano svolge svariate funzioni, quali l’assimilazione dei nutrienti, la metabolizzazione delle calorie, la degradazione di composti proteici, la sintesi di vitamine e acidi grassi a catena corta e la regolazione dell’infiammazione e della risposta immunitaria. Detiene, inoltre, un ruolo fondamentale anche nelle malattie metaboliche, quali l’obesità e il diabete tipo 2, esercita un ruolo di protezione della mucosa intestinale, e, dunque, dell’intero organismo, dalle aggressioni di microrganismi patogeni, prevenendo così la comparsa di molte infezioni, ed, infine, ha probabili implicazioni nello sviluppo e nell’inibizione dei tumori.

In questi ultimi anni, nuove e sofisticate tecnologie hanno permesso di riconoscere e approfondire l’importanza di questa relazione, considerando il microbioma intestinale come un vero e proprio organo aggiuntivo che svolge processi strutturali, protettivi e metabolici. Proprio come qualsiasi altro organo, esso viene acquisito alla nascita, ma subisce modificazioni in conseguenza dell’età, del tipo di alimentazione, dello stile di vita, dell’assunzione di farmaci e di altri numerosi fattori, comprese numerose patologie, che comportano, inevitabilmente, variazioni qualitative e quantitative della sua composizione, determinando la comparsa di una condizione di disbiosi [dal greco dis (male) e bios (vivere)].

In questo contesto, si inserisce l’iniziativa del gruppo di ricerca di Genomica dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di Milano di riunire e mettere a confronto nell’ambito di un congresso scientifico internazionale studiosi coinvolti nell’analisi della correlazione tra Microbioma e insorgenza di patologie, con l’obiettivo di valutare il possibile sviluppo di nuovi strumenti diagnostici ed efficaci terapie al servizio della prevenzione e della salute umana. Ricercatori italiani e stranieri, con eccellenti competenze in numerosi settori, quali la microbiologia, l’immunologia, la gastroenterologia, la farmacologia, la medicina, le biotecnologie, la nutrizione affronteranno in modo interdisciplinare i recenti progressi su questa tematica in fase di vivace espansione.

Il Simposio – che si terrà i prossimi 25 e 26 giugno presso il Palazzo Stelline a Milano – vedrà la partecipazione in qualità di relatori di esperti sia a livello nazionale, provenienti dalle Università di Bologna, Parma, Firenze, dall’Università Cattolica di Roma, dal Campus IFOM-IEO di Milano, sia a livello europeo e internazionale, provenienti da rinomati Istituti di Ricerca, quali il Karolinska Institute a Solna in Svezia, l’University of the Sunshine Coast – Queensland in Australia, l’University of Arizona e l’Institute Pasteur di Parigi. Questo contesto rappresenterà un momento di formazione e di arricchimento scientifico utile per tutti i partecipanti e favorirà la possibilità di creare nuove reti di collaborazioni su territorio nazionale ed a livello europeo, nell’ambito di tematiche volte alla promozione della salute dell’uomo e alla prevenzione di patologie.

In dettaglio, le sessioni del Convegno riguarderanno le correlazioni del Microbioma con il sistema immunitario, con l’insorgenza del tumore gastrico, con lo sviluppo di malattie cardiovascolari e con l’invecchiamento. Sarà, infine, presente una sessione specifica sull’innovativa tecnica del trapianto fecale come possibilità terapeutica contro determinate infezioni.

In questa prospettiva, si può affermare che l’essere umano presenta, quindi, sia un “genoma statico” (genoma umano), sia un “genoma dinamico” (microbioma), e che le fluttuazioni nella popolazione che costituisce il microbioma si traducono nell’insorgenza o nella remissione di patologie. L’abilità di governare tali fluttuazioni è la medicina del futuro: è importante vivere in armonia con il proprio microbioma, poiché riveste un ruolo importante per la nostra fisiologia e la nostra salute.

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