BIMBI TRANSGENDER/ La pediatra: “non c’è niente di scientifico, bloccare la pubertà è come castrarli“

- Paolo Vites

Secondo una nota pediatra americana, sostenere che per i minori sia giusto cambiare sesso non è sostenuto da alcuna prova scientifica ma è solo ideologia

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Immagine dal web

Michelle Cretella è una nota pediatra americana che da anni è in prima linea nel combattere tutte le confuse teorie sul cambiamento di sesso nei minori, che lei definisce come anti scientifiche e senza nessuna prova della loro validità. Lo ha fatto ancora recentemente a un forum sulla famiglia, come riporta il sito americano the blaze.com, con una chiarissima esposizione in cui spiega tutti i danni che comporta il cambiamento di sesso in un minore. In sostanza, la dottoressa ha spiegato perché forzare i bambini che mostrano segni di insicurezza sulla propria identità sessuale a compiere il cambio di sesso sia di fatto un abuso. “Bloccare, come si usa fare, la pubertà su qualsiasi bambino biologicamente normale corrisponde alla castrazione chimica. La pubertà cioè viene trattata come una malattia, arrestando quello che è un normale processo fondamentale per lo sviluppo del bambino” ha detto. A proposito dell’atteggiamento che ormai tantissime scuole hanno preso verso le teorie trans, ha aggiunto che “indottrinare i bambini di età pre scolare con la menzogna che si può essere intrappolati in un corpo sbagliato significa interrompere forzatamente la normale conoscenza della realtà e lo sviluppo cognitivo che i bambini intraprendono. Significa compiere un abuso nei loro confronti”. La dottoressa ha poi criticato certi studi scientifici che sostengono che la confusione sul proprio genere sessuale sia una cosa buona per i bambini: “Indurli a credere che la confusione sul proprio sesso sia sano dal punto di vista mentale e che la scienza non permette di arrivare a questa conclusione. Sostenere che gli studi scientifici in materia sono pochi e poco approfonditi. Infine il cosiddetto gruppo di controllo per bambini mentalmente sani sono i fratelli e sorelle che trasformano la reale identità del bambino. Infine dire che siano i genitori a valutare la salute mentale dei bambini”. Tutto questo, ha detto la dottoressa, non è scienza, questa è ideologia mascherata come scienza.



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