Premio Merck/ Sclerosi multipla, premiati due progetti per la qualità della vita

Premio Merck in Neurologia assegnato a due progetti che permettono il miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da sclerosi multipla

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Premio Merck in Neurologia: sono stati assegnati due riconoscimenti a progetti che permettono il miglioramento della qualità della vita ai pazienti affetti da sclerosi multipla. Come riporta Adnkronos, i vincitori del riconoscimento sono stati premiati alla Mostra d’Oltremare di Napoli in occasione del Congresso della Sin. Premiati Marcello Moccia (Dipartimento di neuroscienze e scienze riproduttive e odontostomatologiche, università degli Studi Federico II di Napoli) grazie ad una piattaforma digitale che opera da ‘case manager’ e Claudio Gasperini (azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma) grazie ad un sistema informatico costituito da un portale web ed un software di raccolta dati per instaurare un collegamento digitale tra centro clinico e realtà territoriale. Il presidente della Sin Leandro Provinciali ha commentato dopo la premiazione: “La premiazione di oggi acquista un tono particolare nello sviluppo delle competenze e dell’impegno dei neurologi”, poichè “offre la possibilità di dare continuità all’assistenza neurologica con una fase riabilitativa che può essere significativa nella qualità di vita del paziente”.

IL COMMENTO DI LEANDRO PROVINCIALI

Importanti progressi nella ricerca scientifica, con due progetti per la Sm premiati con il prestigioso Premio Merck, giunto alla seconda edizione. Continua Leandro Provinciali: “I due progetti premiati hanno un significato rilevante perché sono policentrici e perché potranno offrire nuove vie nella risoluzione dei problemi particolarmente complessi nella sclerosi multipla, e questo significa innovazione e sensibilità alle problematiche del paziente”, riportano i colleghi di Adnkronos. Prosegue il presidente della Sin e della commissione giudicatrice del premio: “E’ per questo che, per una malattia così complessa che spesso obbliga il paziente e chi lo assiste a doversi affidare alle diverse strutture assistenziali presenti sul territorio, è fondamentale l’interazione tra i Centri per la Sm attivi all’interno di strutture ospedaliere o universitarie, fulcro della gestione clinica della malattia, e – conclude Leandro Provinciali – le diverse realtà territoriali”.



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