Marte, nell’acqua c’è ossigeno per ospitare la vita/ Ultime notizie: scienziati Usa confermano studio italiano

Marte, nell’acqua c’è ossigeno per ospitare la vita: gli scienziati Usa confermano i risultati raccolti dagli studiosi italiano con un lavoro di deduzione dei dati. Le ultime notizie

22.10.2018 - Silvana Palazzo
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La rincorsa a Marte

C’è ossigeno nell’acqua del lago salato che si trova nel sottosuolo di Marte: lo hanno scoperto gli scienziati italiani dell’Asi, dell’Inaf e di alcune università, con la sonda dell’Esa europea MarsExpress. A rivelarlo la rivista Nature Geoscience, che ha raccontato i risultati della ricerca condotta dal gruppo di scienziati diretto da Vlada Stamenkovi del California Institute of Technology, il famoso politecnico della California. «In un serbatoio di acqua salata di questo tipo ci potrebbero essere elevate concentrazioni di ossigeno disciolto». Quindi ci sono le condizioni perché ci possa essere potenzialmente qualche forma di vita. Si è trattato di un lavoro di deduzione sui dati raccolti dagli scienziati italiani, che erano arrivati già allora alle conclusioni che ora sono state elaborate dai colleghi americani. Ma ora sono loro a precisarlo su una rivista, quindi sembra quasi un nuovo risultato.

MARTE, NELL’ACQUA C’È OSSIGENO PER OSPITARE LA VITA

La scoperta del lago salato su Marte era stata straordinaria, non a caso la diffuse la rivista Science che però non le dedicò una copertina. Già allora era evidente che la comunità americana, impegnata massicciamente con cervelli e dollari nelle ricerche, non aveva gradito la scoperta italiana. E quindi ora arriva un articolo a firma americana per riscrivere le conclusioni di allora. Resta il lato buono della notizia relativa alla scoperta dell’ossigeno nell’acqua: l’auspicio è che con il loro intervento si tenga seriamente conto anche nel bilancio Nasa della prospettiva che la scoperta italiana ha aperto, e ciò intensificando la ricerca affascinante della vita su Marte. Secondo lo studio comunque le concentrazioni di ossigeno sono particolarmente elevate nel sottosuolo delle regioni polari, ma non sono in grado di affermare se il Pianeta Rosso abbia mai ospitato la vita. Questi risultati però estendono la possibilità di cercarla. E questo estende anche l’opportunità per la caccia alla vita su altri pianeti e lune che ospitino sacche di acqua salata o oceani sotterranei, come la luna di Saturno Encelado.

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