L’illusione ottica scuote i social: cosa c’è dietro le righe?/ Foto, Michelle Dickinson “la scienza è ovunque”

- Emanuela Longo

L’illusione ottica scuote i social: ecco l’ultimo rompicapo di Michelle Dickinson, cosa c’è dietro le righe? La soluzione e la spiegazione semplice

L’illusione ottica scuote i social
L’illusione ottica scuote i social (Twitter)

Negli ultimi giorni c’è una nuova illusione ottica che sta letteralmente spopolando sul web, “scuotendo” nel vero senso del termine gli utenti dei social. Dietro il nuovo rompicapo si nasconde la mano (e la mente) di una scienziata, Michelle Dickinson, ingegnere nanotecnologico neozelandese, che ha portato su Twitter la sua nuova sfida: cosa c’è dietro le righe? Insieme al rompicapo anche le regole per mettere in pratica l’illusione ottica. Basta scuotere la testa per vedere concretizzarsi un’immagine. “Sono seria”, scrive la scienziata. Ed infatti è proprio così: chi non vorrà farsi sorprendere nell’atto di scuotere il capo vertiginosamente, vi diciamo subito la soluzione: dietro le righe si cela un animale. Quello realizzato da Michelle, tuttavia, non è un banale gioco né una delle tante catene che circolano online bensì un vero e proprio modo per avvicinare gli utenti alla tecnologia ed alla scienza. La Dickinson infatti diffonde le sue nozioni di scienza partendo dal divertimento, grazie ad un approccio colorato, fantasioso e magico, al fine di rendere questo ambito accessibile a tutti. Ed a quanto pare sembra proprio riuscirci in pieno.

MICHELLE DICKINSON: LA SCIENZA NEI SUOI RIMPICAPO

Sul suo profilo Twitter, Michelle Dickinson pubblica regolarmente nuove sfide ai propri follower. Il suo obiettivo è proprio quello di dimostrare come la scienza sia ovunque, anche nei suoi stessi rebus. I suoi show di magia ingegneristica, sono rivolti a bambini ma non solo e la scienziata è fermamente convinta che tutti dovrebbero comprendere la scienza e come funzionano le cose, indipendentemente dall’età e dal percorso di studi. Oggi 41enne, Michelle, figlia di madre cinese e padre anglo-maltese, ha un’ampia abilità in computer coding, capacità che, secondo quanto emerge dalla sua biografia, coltiva dall’età di 8 anni. Nel suo curriculum un master in ingegneria presso l’Università di Manchester e un dottorato in ingegneria di materiali biomedici presso la Rutgers University. Molto stimata in Nuova Zelanda dove è stata premiata dall’Ordine al merito del Paese con il premio Women of Influence per la scienza e l’innovazione nel 2016 e destinataria di numerosi altri importanti riconoscimenti. Oggi è a capo dell’unico laboratorio di test nanomeccanico della Nuova Zelanda.



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