SCUOLA/ Arianna e Amina, studiare insieme è una scoperta continua

- Gianni Mereghetti

Arianna era arrivata in ritardo al centro di aiuto allo studio ed era indietro sulle scoperte geografiche. Ma Amina si era fermata ad aiutarla

prof licenziata scuola cattolica lesbica (LaPresse)

Arianna era arrivata tardi al centro di aiuto allo studio, aveva dovuto badare alle sorelle, per cui non era potuta andare con le sue amiche a ripassare storia per l’interrogazione del giorno dopo. Quando era arrivata e si era seduta vicino a Sara, Alice e Amina, non aveva capito molto, perché erano arrivate all’ultimo paragrafo dove si parlava della circumnavigazione del mondo, proprio l’ultimo passo del capitolo sulle scoperte geografiche.

Marina era la volontaria che le stava aiutando, ma non poteva stare con loro perché doveva lavorare con altri ragazzi.

Arianna aveva chiesto alle ragazze se qualcuna di loro poteva fermarsi a studiare con lei, facendole vedere quello che avevano fatto insieme. Alice e Sara avevano un po’ sbuffato, non avevano detto nulla ma era evidente nel loro atteggiamento che avrebbero voluto dirle “perché non sei venuta all’ora giusta come abbiamo fatto noi?”.

Amina aveva capito che vi era un po’ di tensione e aveva tagliato corto: “mi fermo io, Arianna, tranquilla!”

Sara e Alice si erano alzate e avevano salutato con un “ci vediamo domani e speriamo in una bella interrogazione!”

Amina si era messa ad aiutare Arianna, che sapeva quanti problemi aveva a casa l’amica. Amina aveva aperto il libro di storia e aveva cominciato a far sottolineare all’amica le cause delle scoperte geografiche.

“Perché lo fai?” aveva sbottato d’un tratto Arianna “Dai vai a casa, mi arrangio da sola!”

“No! Voglio aiutarti, lo faccio perché ti sono amica, come Sara ed Alice che evidentemente avevano problemi a fermarsi” aveva risposto d’impeto Amina, cercando di evidenziare altri passaggi.

Arianna l’aveva guardata con intensità e le aveva detto a voce bassa “voglio saperlo, perché non è di tutti, dopo aver fatto un’ora su un argomento, fermarsi a rifarlo. E non dirmi che vuoi impararlo meglio perché non è da te.”

Amina si sentiva messa alle strette. “Ma perché vuoi saperlo? Perché?” le aveva ribattuto solo per allontanare per un attimo la presa, una sorta di diversivo.

Ma per Arianna non era un diversivo. “Voglio saperlo” le aveva risposto “perché non me l’aspettavo, e quindi se tu lo hai fatto vuol dire che è qualcosa di importante per te, che saresti stata la prima a dovertene scappare a casa con le tante cose da fare che hai.”

“E allora?” aveva ribattuto Amina sempre più incuriosita.

“Anche Sara e Alice sono mie amiche, hanno sbuffato, eppure rimangono mie amiche.”

La risposta di Arianna era stata disarmante, Amina a quel punto l’aveva guardata negli occhi e le aveva detto: “Ti ricordi com’ero io in prima?”

“Sì una grande egoista, facevi tutto perché ti conveniva e non ti saresti fermata ad aiutarmi, avresti detto fra te e te ‘arrangiati!’, un sorriso e te la saresti svignata.”

“Oggi sono così?”

“Certo che no!”

“Il motivo è che in questi anni, qui, tanti hanno dato qualcosa di loro a me e senza averne vantaggio, e adesso sono persone migliori. Qui sta la risposta, perché ho avuto tanto dagli altri, per questo mi sono fermata. E adesso andiamo avanti a studiare!”

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