SCUOLA/ Elisa, sola tra Cicerone e i polinomi: ma un amico cambia tutto

- Gianni Mereghetti

Elisa era nei guai. Aveva problemi non solo in latino, ma anche in matematica e inglese. Le mancava qualcuno che prendesse sul serio il suo bisogno

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Scuola (LaPresse)

Elisa era uscita da scuola con una grande tristezza nel cuore, di nuovo una sconfitta, l’ennesimo insuccesso in latino. Non era neppure andata a casa per il pranzo. Si era recata, anche se lentamente, al centro di aiuto allo studio che era già aperto.

Non vi era nessuno tranne Giorgio, un volontario che conosce bene il latino. Stava mettendo a posto il centro per l’inizio del pomeriggio ed Elisa si era messa ad aiutarlo, dopodiché, sistemati sedie e tavoli, gli aveva chiesto di aiutarla in latino. Senza aggiungere nulla.

Elisa aveva mostrato una versione di Cicerone chiedendo a Giorgio di aiutarla a fare la traduzione. Il volontario si era messo d’impegno cominciando a leggere il testo ad alta voce alta, però, mentre lui scandiva le parole latine, la ragazza aveva cominciato a singhiozzare.

“Che cos’hai?” le aveva chiesto Giorgio tutto preoccupato, e lei aveva risposto seccamente “nulla, nulla!”. Pensando che lei non ne volesse parlare con lui, Giorgio aveva continuato a leggere il testo di Cicerone. Poi le aveva chiesto di tradurre le prime parole e come risposta aveva avuto non più un singhiozzo, ma un pianto a dirotto.

“Adesso devi dirmi che cos’hai!” era sbottato allora Giorgio, vincendo i suoi scrupoli.

“La scuola sta andando male, malissimo” aveva allora risposto Elisa asciugandosi le lacrime.

“Perché?” l’aveva incalzata Giorgio a questo punto, con molta libertà.

“Sono qui per latino, ma matematica è peggio e inglese non parliamone! Non so cosa fare, sono in difficoltà e demoralizzata. Poi matematica non ho aiuto, il prof si è trasferito e non ho un altro prof ad oggi.”

Giorgio aveva sentito come un colpo addosso e le aveva detto “ma non abbiamo ancora trovato nessuno per te? Perdonami, non lo sapevo.”

“No, no” aveva risposto Elisa “non volevo dire che è colpa vostra, lo so, la questione sono io.”

“Devi perdonarci” aveva incalzato Giorgio ed Elisa si era sentita a disagio, lei non sentiva di aver nulla di cui perdonare i volontari del centro di aiuto. Lo aveva guardato e gli aveva detto: “Per me è un momento difficile, ho bisogno di voi”.

“Noi ci siamo” aveva risposto Giorgio e le aveva detto che si sarebbe interessato di trovarle un aiuto in matematica. “Adesso però vediamo di fare bene questa versione di latino” e si erano messi a tradurre la versione. Elisa, guidata, riusciva a fare quello che non riusciva a fare in classe e si meravigliava di questo. Com’era possibile che con Giorgio ce la facesse?

Alla fine del pomeriggio Elisa aveva capito molto di quello che doveva fare. “Con lei mi sento più sicura” gli aveva detto prima di salutarlo.

Il giorno dopo Elisa era arrivata ancora una volta presto al centro, Giorgio c’era ancora e subito aveva detto ad Elisa che aveva trovato un prof di matematica.

“Perdonaci” le aveva ripetuto “perdonaci di non esserci accorti del tuo bisogno!”

Elisa l’aveva guardato con un grande sorriso e gli aveva risposto semplicemente: “Perdonarvi? Ma voi siete importanti per me, soprattutto ora.”

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