SCUOLA/ C’è una “rivoluzione” nella primaria che può finalmente cominciare

- Laura Giulian

Educazione fisica nella primaria: la scuola italiana è in grave ritardo. Ora la svolta c’è stata. Arriva una disciplina che aiuta lo sviluppo

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Scuola (LaPresse)

Agosto 2022. Per la maggior parte dei docenti precari, il mese delle graduatorie provinciali per le supplenze più folli degli ultimi 20 anni. Eppure, davanti al monitor del pc mi sono commossa. Tra le diverse fasce di graduatoria e classi di concorso a cui potevo partecipare per far richiesta di una supplenza, per la prima volta nella storia della scuola italiana ho visto comparire anche l’educazione fisica nella scuola primaria. Mi sono commossa di gioia.

In tutti gli anni universitari, e poi lavorativi, ho approfondito spesso, anche per motivi di tesi, proprio questo argomento. È uno degli argomenti che più mi stanno a cuore. Ho letto, mi sono confrontata, mi sono immersa per molti anni nel mondo dell’educazione fisica anche nella scuola primaria. È un mondo che è consegnato alle maestre, le quali nel loro percorso universitario un po’ si formano anche in questa direzione. Ne ho incontrate di davvero brave.

Ma non è completamente il loro ambito. Spesso viene affidato ad associazioni sportive del territorio, ad esperti esterni, non certo per menefreghismo o incuria, ma anzi, proprio perché si vuole affidare tale disciplina a persone più competenti per offrire il miglior servizio possibile ai nostri alunni. Dopo anni e anni di battaglie, la maggior parte finite con un “nulla di fatto”, l’ultima, la grande macchina dell’Alfabetizzazione motoria, divenuta poi Sport di classe, finalmente è stata vinta una battaglia importante. Inserire un docente laureato in Scienze motorie a cui affidare la crescita motoria e non, proprio di quegli alunni che stanno vivendo “l’età dell’oro” dello sviluppo delle capacità coordinative.

È il primo passo verso l’inserimento e il riconoscimento di questa disciplina in modo realmente integrato all’interno della scuola primaria italiana, una delle poche a livello europeo che ancora non ha sistematizzato tale materia.

Inoltre, ciò può rappresentare lo sviluppo di una maggiore interdisciplinarità proprio attraverso questa disciplina che si presta in ogni sua forma e modalità a tale pratica. Può davvero diventare una risorsa importante non solo per lo sviluppo motorio dei nostri bambini, per prevenire dall’interno e in modo sistematico tutta una serie di malattie, per sviluppare una mentalità “sana”, ma anche come disciplina di rinforzo positivo ed esperienziale per tutte le altre.

Auguro che tale immissione, che oggi riguarda solo le ultime classi della scuola primaria, possa estendersi a cascata nei prossimi anni anche alle altre, ma soprattutto che la collaborazione tra queste nuove figure di docenti e la grande esperienza delle maestre possa portare molto frutto, facendo nascere nuove modalità di interazione per stimolare a tutto tondo i nostri alunni.

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