SCUOLA CHIUSA PER RAMADAN/ “Solo per ragioni didattiche: cambia la delibera, ma l’autonomia è sconfitta”

- Giacomo Buonopane

Ieri l'Istituto comprensivo di Pioltello ha cambiato la delibera, dichiarata irregolare dall'USR. Il 10 aprile chiuderà, ma solo per ragioni didattiche

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Caro direttore,
da giorni i media si stanno occupando dell’Istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello, in provincia di Milano, il cui consiglio d’istituto aveva deliberato di sospendere le lezioni il 10 aprile per la festa di fine Ramadan.

La vicenda ha assunto dimensioni che vanno ormai al di là delle questioni scolastiche ma, a mio parere, riconoscere il merito e il valore di scelte che sono tipiche dell’autonomia scolastica, potrebbe permettere di riportare il problema sul piano che gli è proprio, quello delle decisioni della comunità educante in rapporto al proprio territorio.

Sono in pensione e non mi occupo più direttamente delle vicende scolastiche, che continuo però a seguire da volontario di un’associazione che svolge servizio come centro di aiuto gratuito allo studio per gli studenti.

Sono andato così a documentarmi nei giorni scorsi per vedere se, nel frattempo, non fossero cambiate regole e procedure in materia di calendario scolastico e ho potuto constatare che la situazione è rimasta identica a quando ero dirigente scolastico.

In breve, le norme che disciplinano la stesura del calendario scolastico sono l’art. 74 del D.Lgs 297/94, l’art. 10 comma 3 lettera C) del D.Lgs 297/94 e l’art. 5 comma 2 del DPR 275/99: “2. Gli adattamenti del calendario scolastico sono stabiliti dalle istituzioni scolastiche in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa, nel rispetto delle funzioni in materia di determinazione del calendario scolastico esercitate dalle Regioni a norma dell’articolo 138, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”.

Ciascuna Regione, ai sensi dell’art. 138 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 stabilisce per le scuole del proprio territorio il calendario scolastico: inizio delle lezioni, vacanze natalizie e pasquali, e altri momenti di sospensione delle attività didattiche.

Nel limite dei 200 giorni fissato dall’art. 74 del D.Lgs 297/94 (oggi meglio definito come “monte ore annuo” delle lezioni) è prevista una possibilità di adattamento delle singole istituzioni in virtù della loro autonomia (art. 5 DPR 275/99). Gli adattamenti del calendario vengono disposti dal consiglio di istituto in base all’art. 10 del D.Lgs 297/94 e all’art. 5 del DPR 275/99.

Infatti nel comunicato del 20 aprile 2023 della Regione Lombardia, con il quale si trasmetteva alle istituzioni scolastiche il calendario regionale 2023/24, si precisava che “…Le istituzioni scolastiche e formative, nel rispetto del monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie, possono disporre opportuni adattamenti del calendario scolastico d’istituto – debitamente motivati e deliberati –, comunicandoli tempestivamente alle famiglie entro l’avvio delle lezioni”.

Ora il consiglio di Istituto dell’I.C. di Pioltello aveva deliberato il 19 maggio 2023 il proprio calendario scolastico 2023/24, prevedendo, durante l’anno scolastico, ulteriori giorni di sospensione dell’attività didattica tra cui questo, oggetto del contendere.

Mentre capisco, pur non condividendole, le polemiche e i dibattiti che si sono accesi e che presumo risentano degli imminenti appuntamenti elettorali (non può essere che così, visto che la decisione del consiglio di istituto risale alla primavera del 2023 ed era quindi nota da tempo), non riesco francamente a comprendere la posizione del ministro dell’Istruzione Valditara, che, almeno nelle dichiarazioni apparse sulla stampa (compresi i suoi rilievi sugli esiti Invalsi degli studenti, del tutto fuori luogo rispetto alla vicenda di cui si discute), mi pare tenda a non valorizzare l’autonomia delle istituzioni scolastiche come espressione di progettualità didattica e organizzativa in un determinato territorio e contesto socioculturale, non riconoscendo la competenza del consiglio di istituto in materia, fatte salve le dovute verifiche sulla regolarità formale della delibera stessa.

Un eventuale difetto di motivazione può andare a inficiare il senso complessivo della scelta dell’istituto, che è legata alla presenza di quasi metà delle famiglie di tradizione musulmana e compensa il quarto giorno di sospensione con l’avvio anticipato di un giorno delle lezioni? La vicenda non dovrebbe invece aprire ad una riflessione sulle scelte da operare in una società multiculturale?

Intanto – secondo quanto appena appreso dalle agenzie di stampa – il consiglio di istituto, con voto unanime, ha riconfermato la sospensione delle lezioni per quel giorno dopo aver revisionato la delibera, dichiarata irregolare dall’Ufficio Scolastico Regionale che ne aveva chiesto la disapplicazione. La modifica ha riguardato la sottolineatura della sola motivazione didattica alla base della decisione, legata alle numerose assenze prevedibili, definita lacunosa nella prima stesura.

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