SCUOLA/ Come usare (al Sud) i risultati Invalsi per migliorare la didattica

- Laura Colantonio

Come rendere operativi i dati Invalsi in un’azione di effettivo miglioramento delle carenze e poi anche delle altre discipline?

Test di ingresso Medicina 2019
LaPresse

Inserite nel circuito del sistema nazionale di valutazione, le prove Invalsi hanno  aperto una lente d’ingrandimento sul sistema nazionale di istruzione e formazione. Lente che ci consente di cogliere alcune evidenze di quella che è stata un’espressione significativa della scuola del Sud.

Le evidenze degli esiti Invalsi, di cui tanto abbiamo letto in più contributi, rilevano che l’azione delle singole scuole dovrebbe fondamentalmente compensare la discrasia e il divario esistenti tra progettazione dell’offerta formativa, che deve esprimersi in termini di competenze e soprattutto di valutazione delle stesse, e i traguardi e livelli di competenza rilevati attraverso le prove standardizzate nazionali.

Pertanto la proposta di riflessione, senza voler attenzionare ancora aspetti positivi e negativi dell’impianto Invalsi, si incentra sulla scelta operata dal Liceo Sannazaro a partire dall’a.s. 2014/15 al fine di evidenziare come la già testata via per promuovere processi di miglioramento in relazione all’Invalsi sia stata nel nostro caso incardinare la ratio sottesa alla modalità Invalsi nell’offerta formativa della scuola stessa.

Correva l’anno 2016/17, al liceo si metteva in atto il potenziamento dell’area logico-scientifica, denominato “pi greco” .

La proposta si incardinava sull’esperienza appena conclusa del Pni, Piano nazionale informatica, che aveva portato a risultati importanti in termini di resa didattica degli studenti.

In una sorta di prosecuzione del lavoro di sperimentazione sull’area scientifica, il dipartimento di matematica, grazie a un coordinamento docente costante e responsabilmente competente, ha continuato a promuovere confronti e approfondimenti, scelte metodologiche e di contenuto, che hanno consentito una crescita esponenziale dei livelli di apprendimento dei discenti.

Garante del buon andamento e del buon esito degli ambienti di apprendimento messi in atto è stata, oltre alla supervisione costante di tutti i soggetti coinvolti, anche l’interlocuzione con accademici ordinari di analisi matematica nell’Università Federico II di Napoli nell’intento di avere un monitoraggio anche esterno alla scuola stessa.

L’esperienza promossa è diventata in sostanza uno studio di caso da parte dell’ateneo federiciano dato il posizionamento ai primi posti di studenti del classico alle Olimpiadi per la matematica di Cesenatico.

E dato di grosso rilievo, l’analisi degli esiti Invalsi, in termini di restituzione di dati sul 2017, ci evidenziava coerenza dei processi di azione rispetto ai risultati con conseguente crescita dei livelli.

Negli ambiti rilevati dall’Invalsi i risultati si sono attestati su livelli più alti in relazione non solo alle performance di altre scuole meridionali, ma perfino rispetto alla media nazionale.

Pertanto il primo triennio di “pi greco” già dava i suoi preziosi frutti con analisi capillarmente aggiornate in sede dipartimentale e collegiale e diveniva sempre più tangibile la stretta correlazione, da noi sempre sostenuta, tra i vari linguaggi promossi, da quello matematico agli altri verbali. Ergo, innovazione metodologico-didattica e approccio logico hanno rappresentato un volano anche per l’apprendimento delle discipline classiche: le classi pi greco hanno raggiunto esiti più che positivi in matematica ma anche in latino e greco.

In sostanza, incardinare l’offerta formativa sui pilastri di rilevazione nazionale apre la strada a un’opportunità per mettersi in discussione per migliorarsi e per formarsi costantemente attraverso ripensamenti della progettazione stessa, innesca processi di autovalutazione e favorisce il dialogo interistituzionale tra scuole secondarie di secondo grado e atenei.

E allora, che le competenze in lingua italiana, in lingua inglese, in matematica siano sempre più oggetto di progettazioni curricolari ancora più efficaci e mirate, secondo un prioritario impianto logico che coinvolga in modo attivo, interattivo e protagonista gli studenti. Magari per avere risultati virtuosi come quelli documentati al Sannazaro nelle relative tabelle Invalsi 2017 e fino al 2017/18.

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