SCUOLA/ “È già tempo di scegliere, ma c’è un’esperienza da cui farsi guidare”

- Stefano Montaccini

Per le famiglie e gli studenti è già tempo di pensare alla scelta della scuola per l’anno scolastico 2023-24. Una preoccupazione educativa da far valere

scuola studenti protesta 17 lapresse1280 640x300 Per le proteste c'è sempre posto (LaPresse)

È già tempo per tantissime famiglie e giovani di iniziare a pensare alla scelta della scuola per l’anno scolastico 2023-24. Tra Open day, presentazioni, visite, mini-stage, colloqui e tanto altro, le attività possibili per individuare la scuola che si ritiene adeguata sono le più varie e diverse.

Quando si deve scegliere è naturale avere dei criteri con i quali verificare e giudicare ciò che si incontra e così tentare di capire che cosa meglio li soddisfa. Per scegliere la scuola a cui iscrivere i figli si possono avere una lunga e varia serie di criteri, tutti legittimi.

Possiamo però chiederci: la situazione attuale, in cui si trovano anche i giovani e della quale avvertono in modo particolare gli effetti sulle loro vite, suggerisce di prestare attenzione a qualche criterio in particolare? Quel disagio esistenziale che si esprime in svariate modalità espressive nei nostri ragazzi, fino ad età precocissime (la violenza delle baby gang, la diffusione dell’uso di alcolici o sostanze stupefacenti fra preadolescenti, l’abuso del corpo, la difficoltà nei rapporti, la depressione e la noia di vivere) indicano alle famiglie qualche criterio primario da utilizzare per la scelta della scuola?

“Quello che colpisce forse oggi più di dieci, quindici anni fa è che i ragazzi spesso si ritrovano soli a vivere questo tipo di realtà di dimensione di sofferenza (…) la scuola non riesce più a svolgere un’azione educativa. La scuola è sempre più vissuta come una dispensatrice di competenze, per dirla in modo più semplice la ‘fabbrica dei disoccupati di domani’ e ci si preoccupa molto poco, non sempre – anche qui ovviamente ci sono differenze che andrebbero valorizzate, generalizzare è sempre pericoloso – però ci si preoccupa poco del cammino di crescita dei ragazzi e dell’importanza dell’azione educatrice che la scuola può svolgere nei confronti dei minori”.

Queste sono parole tratte da una recente intervista del professor Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. In queste affermazioni si trovano elementi che possono diventare criteri utilissimi, se non necessari, capaci di guidare la scelta delle famiglie: verificare quali scuole hanno al centro della propria esperienza la preoccupazione del cammino di crescita dei ragazzi e dell’importanza dell’azione educatrice.

Quello richiesto è un lavoro di verifica molto serio sia da parte della famiglia sia della scuola. Alla prima chiede di rinnovare la consapevolezza del proprio compito educativo per individuare i migliori collaboratori ad esso. Alla seconda chiede di mettere a fuoco il cammino di crescita proposto ai giovani e la propria proposta educativa, intelligentemente coniugata nell’attività didattica.

Così la scelta della scuola può diventare una grande opportunità di lavoro comune tra adulti (genitori e docenti) e di approfondita consapevolezza dell’esperienza educativa della quale i nostri giovani hanno grande bisogno.

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