SCUOLA/ “I presidi vogliono la didattica in presenza, non tutti in Dad”

- Alessandro Artini

L’autore fa alcune precisazioni relative alla posizione di Anp dopo il repentino dietrofront sulle classi in Dad commentato da Annamaria Poggi

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(LaPresse)

Caso direttore,
la vicenda della doppia circolare di martedì scorso, 30 novembre, è davvero singolare. Dapprima quella a firma del direttore generale della Prevenzione sanitaria, dott. Giovanni Rezza del ministero della Salute e del capo dipartimento per le Risorse umane, dott. Jacopo Greco del ministero dell’Istruzione, in cui si sosteneva che un solo alunno positivo avrebbe mandato in quarantena tutta la classe; poi la smentita, in serata, e il ritorno alle regole precedenti. Non vogliamo calcare la mano su questo repentino cambiamento, ma certamente esso è stato disorientante. Credo, infatti, che in tempi difficili come quelli attuali, sia opportuno ponderare bene i passi, se non altro per il fatto che le scuole e le famiglie richiedono certezze, anche in vista di future scelte molto impegnative, come quella sui vaccini per i bambini.

A mio avviso, la ricostruzione delle vicende politiche che hanno determinato il capovolgimento, nell’articolo di giovedì 2 dicembre, a firma di Annamaria Poggi, su queste pagine, contiene alcuni passaggi non attendibili.

Personalmente non credo, almeno fino a prova contraria, che la prima circolare sia nata all’insaputa del ministro Bianchi. La firma del capo dipartimento Greco non dovrebbe lasciare dubbi… Suppongo, pertanto, che la successiva smentita sia giunta per volontà del presidente del Consiglio Draghi, che è da sempre schierato a favore di una scuola “tutti in presenza” e per il quale l’eventuale quarantena dell’intera classe, con un solo caso positivo, avrebbe rappresentato un abbandono di tale posizione.

Non conosco i retroscena, né sono particolarmente interessato a essi, ma posso assumere come vero che il ritiro serale della circolare mattutina sia avvenuto comunque in pieno accordo con il ministro Bianchi. È del tutto plausibile cambiare idea. Ciò che mi stona è supporre che la circolare originaria sia nata all’insaputa del ministro stesso, perché di vicende “all’insaputa”, in questi anni, ce ne sono state troppe… Ma la cosa ancora più disturbante è ipotizzare che dietro quel primo documento ci siano stati i presidi. Una tale ipotesi non farebbe onore neppure al capo dipartimento Greco, di cui si adombra una qualche manovra a favore di tutti coloro che vorrebbero tornarsene a casa, con la comodità dell’insegnamento Dad dalla propria abitazione.

L’attribuzione di un tale ruolo ai presidi è francamente inaccettabile. Il presidente nazionale Anp, Antonello Giannelli, ha più volte ribadito l’importanza indefettibile della didattica in presenza, la cui mancanza (unitamente ad altri fattori preesistenti) ha determinato il calo degli apprendimenti recentemente registrato da Invalsi. I presidi, ancorché svolgano un ruolo diverso da quello degli insegnanti, conoscono bene quali siano stati gli esiti della Dad, anche sul piano della mancata socializzazione e dei conseguenti disagi.

Secondo me, sarebbe bene parlare di ripensamenti, senza ricorrere a una dietrologia che purtroppo, aldilà delle intenzioni, conduce a una lettura degli eventi offuscata da possibili giochi di potere, senz’altro poco trasparenti. E sto usando una litote…

Se mai varrebbe la pena di capire come sia stato possibile il capovolgimento delle scelte ministeriali in quella singolare giornata di martedì scorso. A questo riguardo, è opportuno considerare che le regole varate in precedenza, quelle che innescano la sorveglianza tramite il monitoraggio degli alunni della stessa classe di un compagno positivo, evitando la messa in quarantena, comportano un ingente dispiegamento di forze da parte delle Asl. Solamente i tamponi richiedono un aumento considerevole di centri e di personale per somministrarli. Risorse finora indisponibili per le Asl stesse. Questa è la ratio che ha suggerito di coinvolgere, con la successiva circolare, il generale Figliuolo. Queste sono le ragioni che hanno provocato la volatilità di martedì e non certo le pressioni dei presidi.

Se posso annotare, infine, la mia personale posizione, aggiungerei che, fermo restando il ruolo insostituibile della didattica in presenza, dovremmo valutare più attentamente la funzione della Dad, perché non è accettabile gettare via un’esperienza che così profondamente ha connotato mesi e mesi di scuola… Ma questa è ancora un’altra questione.

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