SCUOLA/ Mery e Nadia, un’amicizia “cambia” anche la grammatica

- Gianni Mereghetti

Era sabato mattina e il centro era chiuso, ma Mery aveva chiesto ripetutamente, durante la settimana, che qualcuno la aiutasse in grammatica

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(LaPresse)

Era sabato mattina e il centro era chiuso ma Mery aveva chiesto ripetutamente, durante la settimana, che qualcuno la aiutasse, perché aveva un bisogno disperato di fare un po’ di esercizi di grammatica in vista della verifica di lunedì. Alla fine un volontario, Maurizio, aveva ceduto alle sue insistenze e sabato mattina le aveva aperto il centro, solo per lei.

Ma prima che lei arrivasse al centro aveva suonato il campanello Nadia. Maurizio dopo averle aperto le aveva stampato in faccia la sua sorpresa. “E tu che cosa ci fai qui?”

“Ma lei non è qui per fare grammatica?”

“Sì, con Mery, con te è tutta settimana che faccio grammatica, poi tu la sai già” le aveva risposto Maurizio, facendole capire che sarebbe dovuta tornare a casa, che era inutile che stesse lì.

“Posso rimanere?” era stata invece la risposta di Nadia, a cui era seguito un “va bene” per nulla convinto.

“Bisogna accettarle come sono queste ragazze, la loro insicurezza è abissale” aveva pensato Maurizio senza proferire parola.

Mery era arrivata e le due ragazze si erano sedute di fronte a Maurizio ben armate del libro di grammatica.

“Che cosa dobbiamo fare?” aveva chiesto Maurizio.

Mery aveva guardato Nadia che aveva risposto “le congiunzioni”.

Mery era persa, Nadia le aveva aperto il libro e aveva cercato la pagina esatta.

“Vedi, Mery – aveva detto Nadia sottolineando con la matita – devi impararti questa parte, capire bene la differenza tra coordinanti e subordinanti. Prof ci fa fare degli esercizi?”

Nadia aveva preso in mano la situazione, Maurizio inventava delle frasi, Nadia cercava di far capire all’amica come trovare la soluzione. E quando Mery capiva che quel perché era subordinante causale, Nadia ad alta voce e sorridendo diceva “e brava Mery!”

Maurizio si era trovato di fronte a qualcosa di inaspettato. Gli era sembrato che la presenza di Nadia fosse inutile, pensando che fosse venuta per sé, invece era venuta per l’amica!

“Vede prof, Mery le cose le sa, deve diventare più sicura” aveva detto ad un certo punto Nadia, e rivolta a Mery: “hai capito? hai capito?” le chiedeva con un tono di incoraggiamento.

Mery non rispondeva, ma sorrideva e il suo volto era felice.

Era stata un’ora commovente, Maurizio era il più colpito, non credeva ai suoi occhi. Nadia era venuta quella mattina per aiutare l’amica, era vero che lei era preparata, ma ci teneva che anche l’amica lo fosse.

Finita l’ora di grammatica le due ragazze avevano cominciato a parlare in libertà dicendo a Maurizio quanto fossero stanche e quanto desiderassero le vacanze.

“Sì, siamo stanche – aveva ad un certo punto detto Nadia – però che ci sia uno di voi che al sabato ci dedica un’ora è più forte della nostra stanchezza.”

Maurizio aveva incassato il colpo, aveva abbracciato Mery che si era alzata dicendole “che bello avere un’amica così!”

Mery aveva sorriso, era il suo modo di assentire.

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