Scuola, quarantena ridotta: solo per compagni di banco/ Sasso: “No discriminazioni”

- Chiara Ferrara

Il Governo sta discutendo l’ipotesi di introdurre una quarantena ridotta per la scuola: essa avrà durata limitata e riguarderà solo i compagni di banco

scuola
(LaPresse)

Il Governo sta discutendo l’ipotesi di introdurre una quarantena ridotta per la scuola, sia in termini di durata sia in termini di applicazione: essa, infatti, potrebbe riguardare esclusivamente il compagno di banco dell’allievo risultato positivo al Covid-19.

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha parlato ai microfoni di Sky TG24 della possibilità che tale misura venga messa in atto: “Ci si sta lavorando”. Il tutto, però, dipende da quali saranno i dati relativi alla diffusione del virus nelle prossime settimane, dato che gli istituti scolastici hanno riaperto soltanto poche settimane fa. Gli effetti, dunque, devono ancora vedersi. “Tra due o tre settimane, intorno al 10 di ottobre, possiamo già fare un punto sulla scuola”, ha detto.

Scuola, quarantena ridotta: solo per compagni di banco. Non vaccinati non saranno discriminati

In un primo momento si era ipotizzato di mettere in atto una quarantena ridotta a scuola e limitata ai compagni di banco soltanto nel caso in cui gli alunni fossero vaccinati contro il Covid-19. Il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, tuttavia, ha assicurato nel corso di una intervista all’Adnkronos che non ci saranno discriminazioni di questo genere, anche per questioni legate alla lesione della privacy. “Bisogna considerare che nel caso dei minorenni è la famiglia a decidere in base alla propria sensibilità e per i minori di 12 anni non esiste al momento la possibilità di vaccinarsi”, ha sottolineato.

È impensabile, dunque, discriminare gli studenti in base all’avvenuta vaccinazione o meno. “Fissare la durata della quarantena non rientra nelle prerogative del ministero dell’Istruzione, ma si è comunque aperta una riflessione sulla possibilità di ridurla per tutti”, ha aggiunto Rossano Sasso. Anche il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, è concorde a tale idea: “La difformità di durata delle quarantene da un punto di vista pratico non è una scelta soddisfacente”. L’obiettivo, ad ogni modo, resta quello di andare avanti con le lezioni in presenza in sicurezza e di preservare la salute pubblica, per cui qualsiasi decisione dipenderà dall’andamento della curva epidemiologica.



© RIPRODUZIONE RISERVATA