Scuola, rischio chiusura: atteso piano Bianchi/ Vaccini ai docenti e test per focolai

- Silvana Palazzo

Scuola, rischio chiusura per varianti Covid: atteso piano del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Vaccini ai docenti e tamponi a tutti nei focolai le prime possibili mosse…

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Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione (LaPresse)

Il Governo Draghi lavora ad un nuovo decreto Covid senza perdere di vista la scuola, che resta un tema cruciale, soprattutto alla luce della diffusione delle varianti. Il Comitato tecnico scientifico (Cts) è preoccupato, anche perché la variante inglese non solo è più contagiosa, ma sembra quella trasmessa più facilmente dai giovani. Non a caso la Regione Puglia ha deciso di chiudere le scuole per puntare tutto sulla didattica a distanza in questa fase. La situazione, dunque, è in evoluzione e non mancano le richieste dei governatori sul tema. «Nel quadro della situazione epidemiologica generale e territoriale, sarebbe necessario qualificare l’attività scolastica (al pari delle altre attività) con un’apposita numerazione di rischio», hanno scritto nella piattaforma di proposte affidate alla ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, che le girerà al premier Mario Draghi.

Inoltre, è stata chiesta l’implementazione delle forme di congedo parentale, oltre che ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori nel caso di chiusura delle scuole per l’aggravamento della situazione epidemiologica.

SCUOLA, VACCINI AI DOCENTI E TEST PER FOCOLAI

Le scuole stanno già chiudendo in diverse zone d’Italia. Il rischio è che da chiusure circoscritte si passi ad altre più estese. Si attende anche per questo una mossa del nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che, come il premier Mario Draghi, preferirebbe tenere le scuole aperte. Per questo è importante capire quali misure adotteranno. Da un primo incontro tra Bianchi e il Comitato tecnico scientifico (Cts) sarebbe emersa la volontà di vaccinare subito i docenti più anziani e di procedere con tamponi per tutti in caso di focolaio. Visto che ora non è pensabile introdurre la figura del medico scolastico, servono interventi straordinari di sanità scolastica.

L’idea, secondo quanto riportato da Orizzonte Scuola, è di usare unità mobili della Protezione civile e dell’esercito da distribuire sul territorio. Così le scuole hanno un medico e un infermiere da chiamare in caso di focolaio, per isolare il cluster e disporre tampone immediato per studenti e personale scolastico. Jacopo Marzetti, Garante per il Lazio dell’Infanzia e dell’Adolescenza, chiede di «salvaguardare la didattica in presenza» anche tramite spazi all’aperto e tensostrutture. Ma è evidente che la vaccinazione del personale scolastico ha un ruolo fondamentale.

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