SCUOLE CHIUSE, COSA SUCCEDE?/ Il ministro: tutti a casa fino al 13 aprile

- Claudio Franceschini

Scuole chiuse, cosa succede? C’è ancora incertezza sui voti (anche se sembra esclusa la soluzione del 6 politico e tutti promossi), l’anno terminerà a giugno. Tutti a casa fino al 13 aprile.

scuole regole insegnanti
(LaPresse)
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Le scuole saranno chiuse fino al 13 aprile: lo ha ufficializzato poco fa il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha confermato anche le dichiarazioni che erano trapelato dal ministero della Salute. Dunque, per il momento non c’è nulla di definitivo: ieri si parlava della necessità o comunque del desiderio di avere delle normative maggiormente sul lungo termine, invece la nuova ufficialità parla esclusivamente del lunedì dell’Angelo – quello dopo Pasqua – e dunque estende di fatto il provvedimento a pochissimi giorni, visto che la Settimana Santa avrebbe comunque chiuso le scuole a partire da giovedì. “Le notizie ufficiali arrivano dal Ministero” ha detto Azzolina, spegnendo così tutte le voci e indiscrezioni circa le votazioni e gli esami di maturità e terza media; poi, come riporta Ansa, ha parlato della necessità di recuperare il tempo che si è perso a scuola. Tema questo abbastanza delicato, perché la didattica a distanza – che lo stesso ministro ha caldamente invitato a proseguire – non sempre funziona su basi ottime o anche solo buone; per questo motivo bisogna puntare ad avere una solidità di fondo per concludere l’anno scolastico, nei prossimi giorni si apriranno dei tavoli tecnici anche per valutare quello che succederà con il 2020-2021. (agg. di Claudio Franceschini)

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SCUOLE CHIUSE: COSA SUCCEDE?

Il ministro dell’educazione Lucia Azzolina ha già dichiarato che le scuole resteranno chiuse a luglio e agosto: eliminata dunque la possibilità che, per recuperare i giorni persi per l’emergenza Coronavirus, si sfruttassero i mesi estivi. Invece, è probabile che a settembre si possa riprendere un po’ prima rispetto al solito, nella prima settimana: questo viene riportato sul Corriere della Sera, il tentativo sarà quello di uniformare l’avvio del prossimo anno. A deciderlo sarà la composizione dei calendari regionali che verrà stilata a giugno; intanto la certezza è che, vada come vada e a prescindere dal decorso della pandemia da Covid-19, la scuola terminerà nei giorni previsti, che gli alunni siano effettivamente riusciti a tornare in classe o debbano ancora fare lezione da casa, davanti al computer – cosa che è diventata ormai una normalità. In più, si legge, la richiesta fatta al premier Giuseppe Conte è che nel decreto di mercoledì venga proposto un orizzonte vicino ad una definitività: per intenderci, avrebbe poco senso una proroga della chiusura delle scuole a dopo Pasqua – due settimane – perché molto probabilmente non sarebbe possibile rispettarla.

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CORONAVIRUS SCUOLA: COME FUZIONANO I VOTI?

Altro argomento interessante, e importante, per la scuola chiusa con il Coronavirus è quello delle valutazioni. Avevamo parlato della maturità, ma ovviamente nelle altre classi permane il problema dei voti e delle eventuali bocciature. La speranza di qualcuno sarebbe che tutti gli alunni vengano promossi alla fine dell’anno, “sfruttando” una situazione da affrontare giorno per giorno e che nessuno poteva prevedere; difficile che la soluzione sia questa (Io stesso ministro Azzolina ha già escluso il 6 politico) ma chissà, nel frattempo le classi e gli insegnanti si stanno arrangiando ciascuno come crede anche se, pare, va per la maggiore la linea di valutare compiti e lavori in maniera informale e, dunque, senza ufficializzare i voti sul registro elettronico. Questo, anche perché dal ministero non sono arrivate indicazioni certe; possiamo dire che anche da questo punto di vista si navighi a vista, anche se nelle prossime settimane (visto che la scuola non riaprirà tanto presto, e potrebbe non farlo fino a giugno) dovrebbero arrivare delle linee guida alle quali uniformarsi.

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