Scuole chiuse Lombardia fino 10 marzo, dove?/ Ordinanza: provincia Brescia e 9 comuni

- Silvana Palazzo

Scuole chiuse in Lombardia da domani fino al 10 marzo, ma dove? Nuova ordinanza: riguarda la provincia di Brescia e 9 comuni. Ecco quali

Scuole chiuse per Covid
Scuole chiuse per Covid (LaPresse)

Scuole chiuse in Lombardia fino al 10 marzo in provincia di Brescia e altri 9 comuni. Lo stabilisce la Regione con l’ordinanza numero 712 dell’1 marzo. A decorrere dal 3 marzo 2021 e fino al 10 marzo scuole chiuse, ma non si esclude un’eventuale ulteriore proroga in virtù dell’evoluzione del contesto epidemiologico. Nello specifico, l’ordinanza riguarda il territorio della provincia di Brescia e dei Comuni di Viadanica, Predore, Adrara San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro, Gandosso (BG) e Soncino (CR). La Regione Lombardia conferma le misure dell’ordinanza 705 del 23 febbraio scorso, «fatta salva la ripresa dei servizi socio-educativi per la prima infanzia (fino a 36 mesi di età)». Scatta, dunque, la didattica a distanza, in attesa delle disposizioni del Governo con il nuovo Dpcm.

A tal proposito, Massimo Antonelli, direttore dell’Unità di Anestesia e rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, nonché membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza Covid, ha spiegato a Sky Tg24: «Il prof Miozzo, nostro coordinatore, è sempre stato favorevole, con il rispetto di protocolli rigidi e accurati, all’apertura delle scuole. Però è anche logico che si debba valutare con attenzione qual è l’evolversi della curva epidemiologica».

SCUOLE CHIUSE, CTS “DIPENDE DA CURVA EPIDEMIA”

Massimo Antonelli parlando della situazione contagi e delle scuole chiuse, ha chiarito che in base all’osservazione dei dati relativi all’andamento dell’epidemia Covid, serve «realismo» per «applicare misure diversificate a seconda della circolazione del virus». Ai microfoni di Sky Tg24 ha anche chiarito qual è il consiglio che il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha fornito: «Va bene tenere le scuole aperte nelle zone gialle, ma bisogna vedere anche come circola il virus in queste zone». Dunque, tenendo conto che si vuole arrivare al minor numero di casi per 100mila abitanti, «se questo dato è molto alto bisogna prendere in considerazione l’eventualità, per zone specifiche di comportamenti diversi, con maggiore didattica in remoto». L’esperto ha ribadito la necessità di introdurre restrizioni diverse, non più a livello regionale ma provinciale, a seconda della situazione. «Dipende dalla curva epidemiologica e dalle decisioni che, in ragione della circolazione del virus, possono valutare anche gli amministratori locali. La situazione non è identica in tutto il Paese», ha concluso Antonelli.



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