SEA WATCH/ Le mosse di Pd e M5s per far cadere il governo

- Antonio Fanna

La Sea Watch è davanti al porto di Lampedusa. La Guardia di finanza è salita a bordo e Salvini ha negato lo sbarco. Ecco chi lavora per fa cadere il governo

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A bordo della Sea Watch (LaPresse)

Un solo Capitano. Ma non è Matteo Salvini. Capitan Carola, nuovo boccoluto e germanico idolo dei buonisti, e comandante della Sea Watch, ha dato scacco nel Mediterraneo del sud al vicepremier italiano ed ha interpretato a modo suo quello che la più blasonata Angela Merkel sostiene da tempo: prima i tedeschi! Salvini su Sea Watch era stato categorico appena ieri: “non sono naufraghi, sono persone che pagano 3mila dollari. Soldi che gli scafisti poi usano per comprare armi e droga. In Italia non arrivano. Non mi faccio dettare leggi italiane da Ong tedesca su nave olandese”. Con queste premesse potrebbe dimettersi.

La Ong ha sfidato leggi, flotta militare italiana e quell’apparato di sicurezza continuamente vantato dal nostro paese. Difficile pensare che tutti abbiano sostenuto convintamente la linea del ministro dell’Interno nell’apparato dello Stato. Per il resto il copione è già scritto. Crisi lampo entro il 9 luglio; Commissione europea che rinvia in quella data la procedura di infrazione e si mette alla finestra. Governo balneare di M5s e Pd per approvare in fretta una legge di bilancio sotto dettatura di Bruxelles ed urne aperte in primavera con un centrodestra riunito e Salvini ridotto a più miti consigli.

Assurdo? Non troppo. Da ieri i Cinquestelle a Bruxelles hanno chiesto di poter aderire al gruppo comunista nel Parlamento europeo. Proprio così, comunista, e a chi gli chiedeva se erano gli stessi alleati della Lega in Italia, il capo delegazione Castaldo ha risposto a muso duro: “non per molto!” Insomma, un modo per avvicinarsi al Pd da sinistra.

Da ieri l’agenda della prossima settimana di Silvio Berlusconi a Strasburgo si è infarcita di appuntamenti. Non per cambiare l’Europa, come era solito dire in campagna elettorale, ma per chiamare i partner europei alle armi contro l’Italia e accelerare la crisi di governo. Quegli stessi partner che lo hanno silurato nel 2011. Tutti con tutti, insomma, anche peggio di tutti contro tutti. Tutti senza una rotta, pronti a qualsivoglia compromesso pur di galleggiare fino alla prossima buriana. Viene voglia di chiedere a Capitan Carola di imbarcare sulla Sea Watch le centinaia di naufraghi del Parlamento italiano e far rotta con decisione verso un porto lontano. Lontano al punto che l’Italia possa considerarsi al sicuro.

Dal terrazzo di uno dei colli più alti di Roma intanto, un uomo dai capelli imbiancati come fosse neve fresca guarda anch’egli lontano. Verso Sud. Sul suo volto un sorriso enigmatico. Attende di udire, pur flebile, il suono della sirena di una nave che entrando in porto scioglierà il mistero della diciottesima legislatura.

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