Serena Mollicone/ L’avvocato: “L’arma del delitto è la porta della caserma di Arce”

- Alessandro Nidi

Giornata chiave per il processo sul caso di Serena Mollicone. L’avvocato della famiglia rivela: “I rilievi hanno confermato che è morta in caserma”

Serena Mollicone
Serena Mollicone

La scomparsa di Serena Mollicone è stata al centro della puntata di venerdì 21 gennaio 2022 di “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele. Oggi è il giorno chiave per il processo legato alla sua scomparsa, in quanto l’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha eseguito la seconda autopsia sul corpo della donna, cercando di ricostruire cosa fosse accaduto alla povera Serena. Nella relazione finale, di 253 pagine, dovrà dimostrare quanto emerso. Sul banco degli imputati cinque persone: l’ex comandante della caserma di Arce, la moglie, il figlio e altri due carabinieri. Le accuse, ha ricordato l’inviata Maria Grazia Sarrocco, sono di omicidio aggravato, concorso in omicidio, istigazione al suicidio e occultamento di cadavere.

SERENA MOLLICONE, PARLA L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA: “È MORTA IN CASERMA”

Successivamente, a “Storie Italiane”, l’avvocato della famiglia di Serena Mollicone ha evidenziato che per il processo è il giorno più importante, in quanto “stanno deponendo la dottoressa Cattaneo e l’ingegnere Sala, che hanno esaminato la porta sequestrata dalla caserma dei carabinieri di Arce. C’è perfetta compatibilità tra la lesione riscontrata sul capo della vittima e la porta. L’arma del delitto è la caserma della porta di Arce”. Consuelo, sorella di Serena, ha aggiunto: “Aspettiamo la giustizia a lungo inseguita da mio padre, che in questi anni ha lottato per trovare la verità”.







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