Shefki Kurti ucciso e fatto a pezzi/ Rovigo, moglie confessa: “Ho usato l’accetta”

- Chiara Ferrara

Shefki Kurti è stato ucciso e fatto a pezzi in provincia di Rovigo: la moglie ha confessato a distanza di un mese dal ritrovamento dei resti nell'Adigetto

Cadavere fatto a pezzi trovato nell'Adigetto (Foto: TGR) Cadavere fatto a pezzi trovato nell'Adigetto (Foto: TGR)

Shefki Kurti, settantaduenne di origini albanesi che abitava a Badia Polesine, in provincia di Rodigo, è stato ucciso e fatto a pezzi. I suoi resti, come ricostruito dal Corriere della Sera, erano stati ritrovati, rinchiusi in dei sacchetti di plastica, nelle acque dell’Adigetto, tra il 28 e il 30 luglio. A denunciare ai Carabinieri la scomparsa dell’uomo, una settimana prima, erano stati i due figli, i quali avevano rivelato che il giorno dell’ultimo avvistamento aveva avuto un litigio con la moglie e che ritenevano che si fosse allontanato volontariamente per questo motivo.

Le indagini del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Rovigo, guidate dal Tenente Colonnello Umberto Carpin, si erano dunque concentrate proprio sulla famiglia. A distanza di un mese dall’accaduto, la donna, Nadire Kurti, ha confessato durante un interrogatorio del pm Maria Giulia Rizzo di essere stata lei ad assassinare e smembrare il marito. “L’ho ucciso e fatto a pezzi con una accetta in bagno”, avrebbe detto.

Shefki Kurti ucciso e fatto a pezzi: la confessione della moglie Nadire Kurti

L’omicidio di Shefki Kurti, ucciso e fatto a pezzi dalla moglie Nadire Kurti, sarebbe avvenuto il 22 luglio. I suoi resti però hanno iniziato a venire a galla, nelle acque dell’Adigetto, soltanto il 28 luglio. Prima la testa e il busto, poi le braccia. Infine, una gamba con un tatuaggio che ha permetto l’identificazione della vittima. L’assassina, dopo avere confessato, ha permesso agli inquirenti di ritrovare nel canale anche l’accetta con cui ha commesso il delitto e altri tre coltelli.

La donna adesso è accusata di omicidio volontario aggravato e soppressione di cadavere. Il movente, stando a quanto ricostruito dai carabinieri del Comando provinciale, è da ricondurre ad un timore infondato che nutriva di essere lasciata dal marito. È per questo motivo che mentre si trovavano in camera da letto lo ha colpito a morte con un’accetta e poi lo ha trascinato in bagno per farlo a pezzi. Adesso la sessantottenne è ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Rovigo.





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