Silvestri/ “Casi covid in aumento? Rispuntano i negazionisti della stagionalità”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il noto virologo Guido Silvestri ha risposto ai cosiddetti “negazionisti della stagionalità”, cercando di fare chiarezza sul perchè i casi di covid siano aumentati

Covid terapia intensiva
Coronavirus Italia, un reparto terapia intensiva (LaPresse, 2021)

Il noto virologo Guido Silvestri, docente italiano alla Emory University di Atlanta, ha cercato di fare chiarezza sulla pandemia di covid che è tornata a crescere, rispondendo di fatto ai negazionisti, ancora presenti in massa nonostante il covid abbia recentemente tagliato il triste traguardo di 4 milioni di morti nel mondo. “Aumentano i casi di infezione in diversi Paesi europei (ma non negli Usa o in Canada) in piena estate – scrive Silvestri sulla propria pagina Facebook, così come si legge sull’Adnkronos – e subito partono in quarta i ‘negazionisti della stagionalità’ col ditino alzato (proprio come i no-vax partirono in quarta dopo i primi casi di trombosi da vaccino). Perché è evidente che chiedere a certi soggetti di ragionare con calma e senza faziosità è come chiedere a un cinghiale di mangiare con la forchetta”.

Spesso e volentieri i virologi ci hanno detto che il covid è un virus stagionale, ovvero, molto legato al variare delle stagioni, essendo un virus che colpisce principalmente le vie respiratorie. “L’effetto stagionale sui virus respiratori – spiega a riguardo Silvestri – coronavirus umani compresi, è ben noto da decenni a chiunque conosce l’argomento, e negarlo è insensato”.

SILVESTRI: “NEGAZIONISTI? FRA VARIANTE DELTA, RIAPERTURA ED EURO 2020…”

Ci sono però ancora molti punti interrogativi: “Quanto esattamente questo effetto coinvolga Sars-CoV-2, e soprattutto la variante Delta, altamente trasmissibile, non lo sappiamo (e lo vedremo presto), ma i dati del 2020 sul virus ‘originale’ indicano un effetto importante. Ricordiamo anche che la stagionalità non ha un effetto tipo ‘bianco vs nero’, esattamente come non tutti i fumatori si ammalano di cancro al polmone”. Aumento dei casi che probabilmente è dovuto anche alle riaperture scattate a partire dalla fine della primavera: “le riaperture europee di aprile/maggio sono state seguite da enormi assembramenti” e “massicci trasferimenti, spesso legati al campionato europeo ‘itinerante’ di calcio”.

C’è poi la questione dei vaccini, che sta tamponando le nuove infezioni e soprattutto riducendo drasticamente il calo di ospedalizzazioni e di morti: “teniamo presente che certi effetti possono sommarsi e/o annullarsi tra loro in modo anche molto complesso e difficile da decifrare – conclude Silvestri – con da un lato le riaperture, gli assembramenti e l”effetto Delta’ a spingere verso un aumento dei casi, e dall’altro lato i vaccini e la stagionalità che spingono in senso opposto. Il risultato netto di questi effetti, a livello di infezioni e/o morti, potrebbe essere diverso da Paese a Paese, e comunque si vedrà nelle prossime settimane”.

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