Sindrome di Guillain-Barré dopo vaccino J&J/ Cos’è e sintomi: 100 casi sospetti

- Alessandro Nidi

Sindrome di Guillain-Barré dopo il vaccino Johnson & Johnson: la FDA individua un’associazione tra malattia e siero. Quali sono i sintomi?

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Vaccino Johnson & Johnson (Foto: LaPresse)

La sindrome di Guillain-Barré potrebbe sorgere dopo il vaccino J&J (Johnson & Johnson)? La risposta potrebbe essere affermativa, come si evince dalla decisione della Food and Drug Administration statunitense di inserire nel bugiardino del vaccino anti-Coronavirus un’avvertenza sul possibile lieve aumento del rischio di sviluppare questa rara malattia neurologica. Una scelta maturata in seguito a un’accorta attività di monitoraggio, che ha consentito al sistema federale di rilevare 100 casi sospetti di Guillain-Barré a distanza di 14 giorni dalla vaccinazione (ricordiamo che si tratta di un siero monodose, ndr) e soprattutto tra i soggetti di sesso maschile, con una prevalenza piuttosto spiccata tra gli over cinquanta.

Come si legge nella nota diramata dalla FDA, tuttavia, “le prove disponibili suggeriscono un’associazione, ma non sono sufficienti per stabilire una relazione causale”; inoltre, nonostante questi episodi avversi riscontrati, va sottolineato come i benefici del vaccino nella prevenzione della morte o del ricovero da Covid-19 superino di gran lunga qualsiasi rischio. J&J, dal canto suo, ha fatto sapere che “il tasso di casi segnalati supera di poco il tasso atteso”.

SINDROME DI GUILLAIN-BARRÉ DOPO VACCINO J&J: SINTOMI

La sindrome di Guillain-Barré, segnalata anche in seguito ad alcuni casi di infezione da Covid-19, presenta dei sintomi ben precisi, che non vanno sottovalutati e devono essere segnalati al proprio medico curante. Si tratta di debolezza, formicolio degenerativo agli arti, difficoltà nel parlare, nella mimica facciale, nella masticazione e nella deglutizione. E ancora: vista che si sdoppia, impossibilità di muovere gli occhi e di controllare le funzioni vescicali e intestinali.

Tale malattia neuromuscolare appartiene al novero delle neuropatie disimmuni, che vanno a danneggiare il sistema nervoso periferico, arrecando serie disabilità ai soggetti colpiti. A detta degli esperti, il recupero dalla patologia si ha solitamente a partire da 6-8 settimane dalla diagnosi, ma non sempre la guarigione avviene in maniera totale e, talvolta, rimangono conseguenze fisiche. Non si hanno dati precisi circa il numero di malati in Italia, ma, stando ad alcune statistiche derivate da studi medico-scientifici, si tratterebbe di due persone ogni 100mila abitanti.



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